Nave Stellare Aurora – Rita Carla Francesca Monticelli

Ci siamo. Con il progetto Aurora l’umanità sta finalmente per compiere il primo viaggio interstellare. La meta è Alfa Centauri A B, a ‘soli’ quattro anni luce di distanza. Non si tratta solo di colonizzare un nuovo sistema, ma anche di riportare al luogo di origine l’entità aliena ospitata nel corpo di Melissa Diaz e in quelli della comunità di coloni marziani. Non sarà di certo una missione facile o noiosa.

Wow, che viaggio!

Al termine della lettura di Nave Stellare Aurora ho ripensato a quella novella del 2012, Punto di Non Ritorno, che iniziava con la protagonista Anna Persson sul suolo marziano nel più avventato dei percorsi. A distanza di qualche anno luce, quel ‘viaggetto’ sembra quasi innocuo, ma è solo un effetto prospettico creato dalla vastità della storia del ‘ciclo di Aurora’ nel suo complesso.

Già, vastità. Perché l’autrice è riuscita a creare in questi anni una saga decisamente ambiziosa e completa. Complessa ma non cervellotica, la storia riesce a spaziare dalla space opera alla fantascienza hard, dal techno-thriller al conflitto con entità aliene. Tutto ben congegnato e narrato, tanto da poter tranquillamente paragonare il prodotto finale ai lavori di altri autori ben più famosi.

Quest’ultimo capitolo, piuttosto lungo, è stato suddiviso in quattro parti consecutive che narrano altrettanti scenari. La scelta è azzeccata e rende tutto piuttosto lineare ma dona anche un respiro più ampio ed ‘epico’ alla vicenda. Proprio perché inserito al termine di una grande saga, il romanzo ha parecchi riferimenti alle storie precedenti. È vero che la storia sta in piedi tranquillamente da sola, ma suggerirei una veloce occhiata ai passati capitoli prima di affrontare la lettura di questo romanzo.

I personaggi sono tanti, la maggior parte già conosciuta in precedenza. I principali sono ben tratteggiati e hanno un loro spessore, li vediamo collaborare o scontrarsi e tendiamo a parteggiare o biasimarli man mano che la narrazione procede. Ho apprezzato in particolare la caratterizzazione dell’entità aliena e dell’intelligenza artificiale, il loro conflitto, la complessità delle loro azioni e una prospettiva a volte talmente vasta da dare un senso di vertigine.

Il finale è convincente, conclusivo che però lascia aperto ben più di uno spiraglio. Pare che non verrà comunque sviluppato oltre. Ancora spero che Carla cambi idea. Qualche riga ogni tanto, dai.

Per concludere, riflettevo su come queste belle e corpose saghe letterarie riescano ad intrecciarsi con la nostra vita. Ripensando ai vari capitoli ho inevitabilmente ripercorso alcuni momenti degli ultimi anni, avvenimenti passati piacevoli e meno piacevoli. Dal punto di vista del lettore ricordo i primi capitoli, il senso di novità, l’eccitazione nello scoprire un’autrice italiana degna dei nomi d’oltreoceano. La rincorsa, da lettore lento lento, mentre venivano pubblicati i vari romanzi. E i podcast, e tante altre cose. Mi sono anche accorto di non avere più sul blog, oggi, le prime recensioni. Erano su quello vecchio e, come tanti altri articoli, ho pensato di revisionarle prima di riportarle qui sopra. Però è bello, dai, in questi tempi di TikTok e video e testi e contenuti sempre più corti, sempre più veloci, sempre più superficiali, poter parlare e ricordare una storia durata quasi un decennio. Ci si sente vecchi, ma in modo piacevole.

2 risposte a "Nave Stellare Aurora – Rita Carla Francesca Monticelli"

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