Love and Monsters

La buona notizia è che l’asteroide in rotta di collisione con la Terra è stato polverizzato dai missili. La cattiva notizia è che i missili hanno rilasciato radiazioni e sostanze chimiche nell’atmosfera del pianeta, e che queste radiazioni e sostanze chimiche hanno trasformati insetti e anfibi in terribili, giganteschi e famelici mostri che hanno in poco tempo decimato la popolazione mondiale, ora costretta a vivere in bunker e rifugi sotterranei. Joel vive proprio in uno di questi bunker, il 7045. Joel è bravo in cucina e ci sa fare con la radio, ma non è un sopravvissuto in gamba e figo come gli altri. È, anzi, un po’ imbranato e non riesce a colpire nemmeno i mostri più grandi. Inoltre è l’unico a non fare coppia con nessuno. Eppure Joel non ha mai dimenticato Aimee, dalla quale è stato separato sette anni prima, durante il primo attacco dei mostri. Ma Aimee vive in un rifugio a molte miglia di distanza, e raggiungerla sembra un’impresa impossibile. O no?

Sai quando Imdb ti propone i film quando ti trovi su un altro titolo? Beh, a volte sono suggerimenti davvero azzeccati, come questo carinissimo Love and Monsters. Si tratta di una commedia post apocalittica con buoni sentimenti e personaggi molto simpatici. Si ride, ma non per nonsense o battute grevi. Anzi, tutta la storia ha una sua piacevole coerenza punteggiata da piccoli momenti che toccano (leggerissimamente) la nostra sensibilità.

Il tutto è focalizzato sul percorso del giovane protagonista, Joel (il sempre simpatico Dylan O’Brien, ricordi Niles di Teen Wolf?) e su questa sua impresa suicida della ricerca dell’amore ai tempi dell’apocalisse. Durante la sua avventura Joel farà incontri importanti: mostri, robot, cani e altri sopravvissuti. Ogni incontro lo farà crescere, in un modo o nell’altro. E ogni incontro, a modo suo, ci lascerà un pezzetto di cose buone. Dal cane Boy (non amo i cani, ma se dovessi averne uno, dovrà essere Boy) al Clyde del mitico Michael Rooker (che ci regala alcune delle migliori citazioni), fino al robot Mav1s.

Oltre alla caratterizzazione dei numerosi mostri del titolo, mai particolarmente spaventosi, quello che mi ha lasciato una piacevole sensazione di pulizia e freschezza è il fatto che il protagonista non incappi mai in degenerati, pazzi assassini, cannibali, punk vestiti di sole borchie e altre amenità da post-apocalissi. Beh, quasi mai. I sopravvissuti sono tutto sommato brave persone che si danno da fare per salvare se stessi e chi sta loro attorno. Un messaggio di speranza per tutti.

Good instincts are earned by making mistakes. If you’re lucky enough to survive a few mistakes, you’re going to be okay out here.
Don’t settle. You don’t have to. Even at the end of the world.

Clyde & Minnow

Insomma, un film molto piacevole che oltre ai sorrisi ci lascia un bel messaggio. Resistere alle peggiori situazioni ricordando la propria umanità e il valore dell’essere coraggiosi e positivi. Perché il mondo là fuori è pericoloso e letale, ok, ma anche pieno di meraviglie e fantastiche esperienze, e non vale proprio la pena rinchiudersi (letteralmente e figurativamente) sottoterra.

Vai a vedere che alla fine ho trovato anche un titolo hopepunk?

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