No, l’Intelligenza Artificiale non ha scoperto una nuova fisica

E, per dirla tutta, non c’è una nuova fisica ma ci sono sempre tanti modi per spiegare male i risultati ottenuti con gli algoritmi di machine learning.

Ma procediamo con calma. La notizia è che “Un’intelligenza artificiale scopre una nuova fisica” oppure che “Artificial Intelligence discovers alternate physics”.

Wow.

Ammazza queste Intelligenze Artificiali. Tra un po’ oltre a rubarci il lavoro ci ruberanno anche i premi Nobel.

(e chissà come li spenderanno)

Ma che è successo?

Una cosa molto bella, in realtà. Che nel paper originale è descritta razionalmente come “Automated discovery of fundamental variables hidden in experimental data”.

Normalmente, quando analizzi un sistema fisico, difficilmente potrai ignorare le variabili che partecipano al sistema. Nel corso di questa ricerca è stato realizzato un algoritmo di machine learning utilizzabile per individuare queste variabili a partire da dati grezzi, nello specifico le registrazioni video di un fenomeno fisico come ad esempio un pendolo oscillante.

Considera che la possibilità di trovare automaticamente le variabili che partecipano a un sistema fisico è una figata: ho lavorato per tanto tempo a sistemi di controllo closed-loop, in cui un meccanismo automatico controlla un sistema fisico usando variabili di ingresso e uscita. Trovare queste variabili spesso è la parte più tricky per avere un meccanismo che funziona bene, e l’idea di poterle trovare a seguito di un monitoraggio è molto interessante.

Tornando però alla ricerca, il risultato è che il sistema ha individuato delle variabili (ok, bene): i ricercatori sono riusciti ad associarle a qualcosa di conosciuto come gli angoli del pendolo (ok, perfetto), ma altre variabili individuate dal sistema non sono state comprese dai ricercatori (ehm, meno bene).

A questo punto ci si potrebbe mettere a tavolino a cercare di capire cosa è andato storto (uhm, siamo partiti da un video: cosa significa rispetto a un modello fisico reale? Cosa ha introdotto il video rispetto al modello reale? Stiamo considerando solo il movimento del pendolo o abbiamo introdotto elementi come la luminosità o la messa a fuoco?) e cosa no (ok, abbiamo nuove variabili che ci aiutano a descrivere un modello? Proviamole e confrontiamole con quello precedente).

Di sicuro quello che non andrebbe fatto è sbandierare che una Intelligenza Artificiale ha Scoperto una Nuova Legge della Fisica. No. Proprio no. Nessuna nuova legge della fisica è stata scoperta, e nessuna IA ha scoperto proprio nulla. Un algoritmo ha prodotto risultati da una serie di dati di ingresso. Il risultato è in parte inatteso, o mal compreso. Basta. La fisica può stare tranquilla.

Oh, no. Adesso ricomincia.

Il fatto è che gli attuali algoritmi di Intelligenza Artificiale (e dovremmo specificare Machine Learning, Deep Learning e soci) cominciano ad essere applicati seriamente (vista la capacità di elaborazione che abbiamo a disposizione oggi) in contesti in cui gli algoritmi tradizionali mostrano i loro limiti. I risultati sono esaltanti, davvero, ma fatichiamo troppo spesso a interpretarli e a comunicarli. Purtroppo c’è molto marketing che deve vendere cose. C’è troppa cialtroneria e troppo poca ingegneria.

Ah, lo storytelling.

Ah, il clickbait.

Non sempre si sbaglia in mala fede, comunque. A volte il messaggio passa di voce in voce e viene perso. In questo caso, ad esempio, possiamo vedere che il paper è piuttosto bilanciato, mentre c’è chi esagera il titolo dell’articolo ma poi si riprende sul contenuto (peccato che tanti lettori si fermino solo al titolo) oppure chi si lancia troppo oltre tirando in ballo IA senzienti e altre amenità.

Qui si parla di sistemi per trovare correlazioni. E il Machine Learning (soprattutto, diciamolo, insieme a molta matematica e statistica) funziona benissimo per trovare correlazioni. Ma se non stiamo attenti a interpretare dati e risultati, correlazione è anche la corrispondenza tra film in cui compare Nicholas Cage e numero di incidenti fatali in piscina. In questi casi sta sempre a chi racconta le cose rimanere con i piedi per terra e spiegarle per quello che sono.

[non scherzo, ma è la prima cosa che ho imparato dal mio prof di statistica]

A questo proposito, ecco un ottimo articolo che parla quasi dello stesso argomento ma lo fa in modo comprensibile, leggero, eppure accurato e critico. Senza tirare in ballo intelligenze senzienti. E, diciamolo, l’etichetta GoPro physics calza a pennello per un meccanismo che è potenzialmente in grado di interpretare un sistema fisico solo inquadrandolo con una telecamera.

Ma ce l’hai proprio con le Intelligenze Artificiali?

No, anzi. È un argomento che mi affascina moltissimo e su cui vorrei, tempo permettendo, avere la possibilità di creare applicazioni pratiche. Un giorno, chissà.

Quello che mi da fastidio, da sempre, è come l’argomento Intelligenza Artificiale è raccontato. L’esagerazione, le iperboli, le sparate sensazionalistiche. Le cazzate. La fantasia non fa male: serve a spingerci oltre. Ma lasciamola alla fantascienza, e cerchiamo di usare la razionalità almeno per le notizie di tecnologia.

2 risposte a "No, l’Intelligenza Artificiale non ha scoperto una nuova fisica"

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  1. Ho grossi dubbi sul
    Machine Learning al
    di fuori di particolari ambiti in cui ha mostrato tutta la sua potenza (ad esempio il pattern recognition). Oggi come oggi (purtroppo) il
    ML viene spacciato quasi come la panacea per tutto, senza nessun risultato generale degno di questo nome.
    Per quanto riguarda l’AI più in generale si dovrebbe aprire un discorso molto ampio a partire da cosa si intenda per AI. Sicuramente l’AI di oggi non rincorre più l’idea di avere macchine intelligenti, con un’intelligenza a largo spettro simile a quella umana. Diciamo che non solo l’AI forte ma anche l’AI debole è tramontata. L’AI di oggi in qualche modo cerca di costruire degli idiots savant artificiali che sanno svolgere benissimo uno ed un solo compito.

    Piace a 1 persona

    1. Sicuramente il machine learning non risolve tutti i problemi, anche se al marketing potrebbe piacere venderlo come tale. È comunque un ottimo strumento che apre parecchi scenari, alcuni ancora da esplorare. Una vera e propria Intelligenza Artificiale è abbastanza implausibile, anche con le tecnologie odierne, e forse la sua applicazione sarebbe limitata a un contesto accademico.

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