Ricconi da fantascienza

Non solo Grande Fratello e Meteoriti Giganti. Non solo Skynet o Invasori dallo Spazio. Non sempre, non da molto, ma la fantascienza ha cercato di metterci in guardia anche dalla disparità eccessiva tra il super-ricco e il resto del mondo. Cosa succede quando troppo potere economico è distribuito su troppi pochi individui? Quali disparità e ingiustizie possono venire alla luce? Quanto la nostra società è lontana da queste prospettive?

Un dubbio, forse, ci sta venendo anche nella realtà odierna, quando vediamo miliardari megalomani giocare con astronavi e gite nello spazio invece di investire i loro patrimoni esagerati nella salute del pianeta in cui viviamo tutti. Non è che questi se ne vogliono scappare? (La risposta è: sì)

I Mat (Altered Carbon)

Mat, la contrazione di Matusalemme (in originale Meth derivato da Methuselah), è il nomignolo con cui ci si riferisce comunemente ai ricconi nell’universo di Altered Carbon, o Bay City.

Perché Matusalemme? Perché sono talmente ricchi da poter sfruttare al massimo la tecnologia della pila corticale, un aggeggio installato nel sistema nervoso in grado di digitalizzare la coscienza dell’individuo. I Mat dispongono infatti di risorse tali da potersi realizzare dei cloni che sostituiscono i loro corpi (anzi, custodie) non appena si rovinano. Inoltre possiedono anche un meccanismo di backup automatico (su cloud, letteralmente) del contenuto della pila corticale, tanto che nemmeno la distruzione del dispositivo permette di ucciderli. Sono quindi virtualmente immortali, possiedono ricchezze enormi accumulate nel corso di secoli che li portano al di sopra della legge, della morale e di conseguenza oltre la comune stronzaggine delle persone normali.

Michael Drucker (Il Sesto Giorno)

Michael Drucker è il ricchissimo proprietario della Replacement Technologies, che nel film Il Sesto Giorno è in grado di creare cloni di chiunque e di trasferirne la coscienza. Nel suo piccolo è a tutti gli effetti un wanna-be Mat che vuole diventare un individuo al di sopra della legge e della morale come i ricconi di Altered Carbon. Non solo. Nella sua sete di controllo Drucker fa inserire delle malattie congenite nei cloni che la sua azienda produce, in modo da mantenere sempre il controllo delle sue ‘creazioni’. Della serie: mai fidarti delle corporazioni che ti dicono di non essere malvagie.

Drucker si renderà conto solo per un attimo della sua stronzaggine quando, morente, ha a che fare con la sua copia di rimpiazzo che lo tratta senza alcun rispetto. Sarà un’illuminazione piuttosto breve, perché per sua sfortuna ha clonato la persona sbagliata: Arnold Swarzenegger. Come mai potrà finire?

Damian Hale (Self/less)

Che i ricconi della fantascienza siano sostanzialmente ossessionati dal prolungare la loro lussuosa esistenza terrena è ormai un fatto accertato, confermato da numerosi film. Damian Hale (Ben Kingsley) in Self/less non fa differenza. Condannato dal cancro, invece di sistemare serenamente le sue cose decide di investire nello ‘shedding’, un sistema costosissimo per trasferire la propria coscienza in un corpo giovane e sano. Una volta rinato nel corpo più giovane, fico e sano di Ryan Reynolds, Damian se la spassa per un po’, ma qualcosa comincia a non quadrare. Quel corpo non sembra costruito apposta per lui. Anzi, sembra avere dei ricordi di un’altra vita. Il dubbio quindi assale il vecchio riccastro, e indaga indaga indaga, viene fuori che lo shedding è una mezza truffa. A questo punto scatta il meccanismo più fantasioso di tutti, e con esso un grande affronto alla sospensione dell’incredulità: il super-ricco si fa prendere (lol) dal dilemma etico e farà di tutto per smascherare l’organizzazione che gestisce il laboratorio e restituire il suo nuovo corpo al legittimo proprietario.

John Schmidt (Non temerò alcun male)

Sempre dalle stesse parti anche il romanzo Non Temerò alcun Male di Robert Heinlein.

Occhio alla trama: il miliardario novantenne John Schmidt è talmente messo male fisicamente da offrire una somma spropositata al donatore di un nuovo corpo in cui far trapiantare il suo cervello.

Finisce, suo malgrado, nel corpo della giovane e avvenente segretaria Eunice. Oltre a doversi ambientare nel corpo di una giovane donna, John scoprirà che la coscienza di Eunice è ancora presente e che dovrà convivere con lei per il resto della sua permanenza terrena. Da qui una serie di vicissitudini porteranno i due a cambiare completamente il loro futuro e fare un coraggioso salto nel vuoto.

Storia divertente, di pancia, scritta con lo spirito più sfrontato di Heinlein, questo romanzo riesce facilmente a rendere simpatico persino il riccone di turno. Eppure, oh, la storia è sempre quella. Ci sono altre possibilità per i super-ricchi nella fantascienza, oltre a rubare corpi per vivere in eterno?

McCandless (Freejack)

No, dai, ancora?

In Freejack i super-ricconi , tra cui McCandless (Anthony Hopkins) vogliono dei corpi in cui far trasferire le loro coscienze. Ma siccome negli anni ’90 la clonazione non sembrava una soluzione così efficace, i super-ricconi usano il viaggio nel tempo per andare nel passato a recuperare corpi destinati alla morte.

Sì, giuro. Una applicazione estremamente poco pratica della tecnologia per il viaggio nel tempo (quasi analoga a La Guerra di Domani) in un film che non è rimasto (per fortuna) nella storia se non per aver offerto un ruolo di rilievo a Mick Jagger.

I baroni (Reminiscence)

In Reminiscence – Frammenti dal Passato, un noir futuristico dall’ambientazione molto umida, il riscaldamento globale ha provocato un allagamento delle terre costiere e un conseguente accalcarsi della popolazione negli spazi rimasti. Chi già possedeva terreni è diventato molto molto ricco, e invece di distribuirli alla popolazione ha continuato ad accumularne diventando sempre più potente. Il rovescio della medaglia è che questi super-ricchi, tanto potenti e benestanti, alla fine sono costretti a rinchiudersi in ville-cittadelle fortificate.

E la loro ricchezza, a un passo dalla fine di tutto, non sembra poi questa grande cosa.

Elysium

Forse siamo usciti da questo incubo di super-ricchi-ruba-corpi, eh?

Nel 2154 la stazione spaziale Elysium è la casa dei ricchi e privilegiati, mentre il resto dell’umanità vive ancora su una Terra ormai irrimediabilmente inquinata. Su Elysium, oltre a ville e giardini perfetti, sono disponibili anche tecnologie mediche avanzatissime in grado di curare qualunque malattia, ma dalle quali sono volutamente esclusi i poveri terrestri che, se malati, possono morire sulla Terra oppure tentare un disperato viaggio clandestino verso la stazione spaziale, finendo per l’essere abbattuti senza troppi complimenti. Grazie, eh.

Questione fondamentale di questa storia è il motivo per cui, avendo a disposizione la tecnologia per rendere la vita migliore, si scelga di escludere volontariamente la maggioranza della popolazione dal poterne usufruire. Domanda che purtroppo non viene approfondita ulteriormente: Neill Blomkamp perde infatti l’occasione per fare di Elysium uno dei suoi film più politici e (complice forse la produzione da blockbuster?) finisce per realizzare solo una sequenza poco incisiva di combattimenti e scene d’azione per il protagonista Matt Damon.

I vagoni di testa (Snowpiercer)

Il treno di Snowpiercer di Bong Joon-ho, tratto dalla graphic novel francese Le Transperceneige, è una non troppo ermetica metafora della divisione in classi sociali che contraddistingue la società moderna.

I super-poveri vivono nei vagoni di coda, i super-ricchi in quelli di testa, con il creatore/tiranno Wilford al comando della locomotiva. Alternati e divisi da vagoni di ‘servizio’ come le prigioni, le scuole, la produzione di cibo e risorse. Le giovani mente sono indottrinate, e ad ogni classe sociale /barra/ vagone viene semplicemente ripetuto di rimanere al proprio posto, perché se sei una scarpa devi rimanere una scarpa. È tutto lì, non si guarda al futuro ma al presente. Non c’è molto altro da dire, se non la natura e l’esito delle rivoluzioni.

Know your place. Keep your place. Be a shoe.

I CEO delle super tecnologiche

Campioni di vanità, i CEO della Silicon Valley ultimamente hanno un ruolo piuttosto rilevante nei disastri fantascientifici. Tra speech di effetto e presentazioni di nuovi prodotti, che siano i veri e propri villain oppure semplici idioti che non si rendono conto delle conseguenze delle loro ‘innovazioni’ poco cambia: sono portatori di un evento catastrofico che riguarda la tecnologia.

Si aggiunge all’ultimo momento, con questo testo ormai quasi completato, il personaggio di Peter Isherwell in Don’t Look Up. Quello che è il classico CEO della mega azienda tecnologica BASH si distingue in particolare per gli esiti disastrosi del suo potere economico e politico. Peter riesce infatti ad interrompere la (comunque non eccelsa) missione USA per deviare la cometa Dibiasky dalla rotta di collisione con la Terra. I tecnici della BASH hanno infatti scoperto che la cometa è ricca di preziosissimi materiali per la realizzazione di dispositivi tecnologici. La missione alternativa, che prevede quindi un impatto controllato della cometa, avrà le caratteristiche comuni alle innovazioni di molte dot com: fuffa, marketing, nessuna verifica o valutazione scientifica. Cosa mai potrà andare storto?

Eldon Tyrell e Niander Wallace (Blade Runner)

Fondamentalmente appartenenti alla categoria dei CEO tecnologici, Tyrell e Wallace si distinguono in quanto appartenenti alla straordinaria filmografia di Blade Runner. Se tutto sommato Eldon Tyrell svolge un ruolo legato all’obiettivo dell’omonima corporation, ovvero costruire replicanti sempre più sofisticati nonostante ogni implicazione etica, abbiamo in Niander Wallace il passaggio a un vero e proprio villain affetto da sicura megalomania, probabile sociopatia e avente come scopo l’uso dei replicanti come mezzo di evoluzione dell’umanità. In ogni caso, frasi come “Un angelo non dovrebbe mai entrare nel regno dei cieli senza un dono” ci dicono molto su quanto l’ambizione di Wallace lo abbia reso, banalmente, un pazzo delirante.

I miliardari eroici (Bruce Wayne e Tony Stark)

Non solo villain. Le storie di supereroi come quelle di Batman e Iron Man ci raccontano che anche i miliardari, con il super-potere di un capitale esagerato che permette grandi cose, possono farsi carico di grandi responsabilità e mettersi a proteggere deboli e giustizia. Per quanto poco sia credibile un atteggiamento così altruista, ci sono elementi che in qualche modo giustificano queste scelte: intanto sia Stark che Wayne hanno ereditato le loro ricchezze e quindi, in un certo modo, potrebbero dar loro un peso diverso. Inoltre, più che dall’altruismo, abbiamo Wayne mosso da un brutale desiderio di vendetta e Stark ingegnere-nerd spinto dalla necessità di superare sempre qualche limite. Anche a costo di creare un’Intelligenza Artificiale malvagia ed estremamente distruttiva.

In conclusione

Quando ho pensato di raccogliere un po’ di esempi di super-ricchi nella fantascienza, credevo di trovarne di più e con argomentazioni più varie. Dopotutto potrebbero essere molti i ragionamenti legati al cosa significa accentrare il potere economico in un gruppo troppo ristretto di persone, e su come il potere economico si possa estendere a molti (troppi) scenari. Eppure non sono riuscito a trovare molte narrazioni che fossero veramente esplicite. Certo, quando si parla di ineguaglianza sociale c’è sempre un ‘sistema’ da combattere (Metropolis, Hunger Games, In Time), ma quando si parla di gruppi più ristretti e/o singoli personaggi, finiamo sempre con il miliardario che vuole vivere in eterno, il maniaco del controllo oppure il novello Prometeo che fa cazzate.

È veramente così? O mi sono perso qualcosa? Il post rimane comunque aperto, e se ti vengono in mente nuovi esempi sono pronto ad integrarli (in corso Dune e Humans).

19 risposte a "Ricconi da fantascienza"

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  1. Penso che sia quello il punto. La maggior parte dei ricchi sfrutta il proprio potere e le proprie risorse per il proprio benessere. La scusa del “devo pensare anche al mio bisogno” può funzionare solo fino a un certo punto, poi si nota come con anche solo una parte di quelle risorse la vita di milioni di persone potrebbe migliorare notevolmente. Sono veramente pochi i ricchi che usano le proprie risorse per il bene comune e questo succedeva fin dai tempi antichi. I tempi cambiano, la tecnologia si evolve, ma le cose restano uguali. Terrificante.

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    1. Una cosa che mi stupisce dei super-ricchi è che, a pensarci, c’è un limite al lusso ‘acquistabile’ con i soldi. Quando hai tutto quello che vuoi, stai bene e non ti serve più nulla, quello che avanza come lo ‘investi’? Lì si vede veramente il lascito di queste persone.

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  2. Davvero un interessante excursus cinematografico e ho trovato particolarmente interessante il legame con i “ricconi” veri che potrebbero dare un sostanziale contributo a migliorare le condizioni di vita delle persone nei Paesi più poveri piuttosto che fare dei gitarelle “fuori porta” tra le stelle.

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  3. Carrellata decisamente interessante… Offre molti spunti di riflessione, complimenti! L’unica parte sui cui non “concordo” a pieno è quella su Iron Man, dato che la creazione di Ultron è nata come progetto scientifico a sé, non per un secondo fine, quindi forse mal si adatta a tutti gli altri esempi. Ma ammetto che sono un dannato pignolo e che Tony Stark è uno dei miei personaggi preferiti, quindi probabilmente sono di parte! XD

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    1. Ciao Viandante. Per Iron Man, rimanendo nell’MCU (occhio che non conosco il materiale dei fumetti), metterei la situazione ‘Ultron’ nella categoria ‘Prometeo che fa casini’. Nel senso che è la sete di conoscenza di Stark, e la sua necessità di superare qualche limite, a portarlo accidentalmente alla creazione della AI assassina.

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      1. Sì, concordo con te. Nel film la definizione si adatta abbastanza (io infatti facevo più riferimento ai fumetti). Forse, rispetto agli altri esempi che hai portato, resta comunque il meno “egoista”, dato che non crea Ultron per prolungare la sua vita o per fare soldi, come in molti altri esempi che hai portato, ma per evitare che persone come lui e gli avengers debbano lottare in prima persona. Comunque ok, si parla di sfumature! 😉

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  4. Innanzitutto complimenti per la “speleologia fantascientifica” che hai fatto per mostrarci tutti questi esempi (forse per te sono pochi, ma di certo per trovarli nel hai fatti passare molti di più).
    Io ti aggiungo invece ti metto un esempio “diverso”, nel senso che si parte da una visione distopica/dispotica e questa viene rovesciata… per poi, alla fin fine, instaurarne un’altra, magari migliore, magari no (secondo gli abitanti non parrebbe) che è descritta in Dune.

    In effetti, lì, la ricchezza non è il vil denaro, ma la spezia! 🙂

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    1. Ciao Alessandro!
      Su Dune avevo ragionato un po’ cercando di valutare se il controllo delle case sulla raccolta della Spezia fosse in grado di dare solamente ricchezza o un vero e proprio potere determinato dal controllo su una risorsa fondamentale. Il paragone, non so, con il petrolio è abbastanza esplicito? Alla fine l’ho escluso perché semplicemente molto più complesso e ampio come argomento, magari da recuperare più avanti, oppure da inserire come nota a margine.

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      1. Sì, Frank Herbert (nel parlerò, di Dune, in nel podcast l’11 di gennaio) ha fatto un lavorone con tutto il contesto, legando ogni aspetto agli altri, quindi, da quel punto di vista, è più difficile da estrapolare una sola “causa”; di conseguenza, il tuo approccio nel trattarlo separatamente è corretto.

        PS: Speriamo solo che il controllo dell’acqua non diventi fondamentale anche sulla Terra, altrimenti è un bel casino! 😅

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