Un altro sguardo indietro

Il flusso di giorni è costante ed ininterrotto, scandito al massimo dalle stagioni e dalle orbite dei corpi celesti. Eppure questi numerelli come il 31, il 12 e il 2021, ci ricordano che il tempo passa e che ci siamo lasciati indietro un’altra sequenza di aurore e tramonti.

Com’è andata a questo giro di giostra? Non come speravo, anche se non so di preciso cosa mi stessi aspettando. A febbraio sono riuscito a completare un nuovo racconto ma poi, come sai, c’è stato il blocco creativo. Che poi, blocco, proprio non è. Forse dovrei chiamarlo freno. Di idee continuo ad averne ogni giorno, e ogni giorno insisto a riversarle in un ammasso senza fine di appunti. Un giorno, mi dico, li riprenderò in mano. Soprattutto per non sentirmi troppo in colpa nei confronti di chi, nonostante tutto, continua a promuovere i miei vecchi lavori (grazie!). Insomma, il problema qui non è trovare storie da raccontare. Non è il foglio bianco. Il problema è l’aver deciso di non sbattere più la testa contro le cose, di non arrancare più in salita, contro le circostanze, il tempo e la scarsità di mezzi. Tutta questa fatica per cosa? Per finire piratato da un bot? Ma anche no, dai.

(meno male che ci sono gli hater a darmi quella spinta in più)

(sì, ciao hater, ho ancora del materiale dedicato a te)

Una sequenza di giorni targata 2021

Anche stavolta mi è sembrato di vivere in un loop temporale, una sequenza sempre uguale a se stessa.

Ho affrontato una sola trasferta all’estero, a Norimberga, quando il lavoro che faccio mi avrebbe dovuto portare più spesso in giro per il mondo. E vabbé, sappiamo com’è andata in questi anni, quali sono le circostanze eccezionali. E tutto sommato va bene così. Ho conseguito vittorie silenziose ma ho comunque accumulato insoddisfazioni che mi hanno portato, infine, a scegliere di cambiare lavoro. Non è poco, credo, per concludere un anno che è sembrato così innocuo, così scialbo.

Poi, ho fatto sport. Niente di sconvolgente. Ho camminato tantissimo, la mattina, nel silenzio che precede l’alba. Qualche volta ho corso. Ho giocato a tennis con i figli e, facendo tennis, mi sono strappato un polpaccio (ti ricorda qualcosa?). Per fortuna una miracolosa combinazione di Pomata Magica, Schiuma Incantata e Tutore del Potere mi ha permesso di continuare a muovermi e, lentamente, riprendere almeno le camminate. Con qualche umiliazione, come quando facevo a gara con i nonnetti.

Il prossimo giro di giostra

Non so di preciso cosa succederà. Per la maggior parte del tempo sarò impegnato ad ambientarmi e diventare più produttivo nel nuovo lavoro. Parteciperò, inoltre, a un corso di tedesco. Proverò a racimolare i fondi per un laptop decente con il quale realizzare qualche side project e per un’automobile un po’ meno sgangherata.

Non mi aspetto tanto di più. Forse un altro infortunio.

Il riassunto social

Come da tradizione, ecco un riassunto di tutti i posti digitali in cui puoi trovarmi e contattarmi, o anche solo seguire le mie scemenze. Come vedi dopo la solita espansione c’è stata la consueta fase di contrazione. Non ha senso perdere tempo a mantenere cose che non servono.

  • Il blog bluebabbler (si parla di fantascienza, cinema, libri e serie).
  • Il profilo Twitter bluebabbler (come sopra, spesso scemenze).
  • L’indirizzo email più usato (se hai qualcosa da dirmi, mi trovi qui).
  • Il profilo su Goodreads (tengo traccia dei libri letti).
  • Il minisito per tutti i libri di Binazzo e oltre.

In conclusione

Com’è che si dice? Buon anno, buona inarrestabile sequenza di aurore e tramonti pronta ad essere riempita da cose buone e meno buone.

11 risposte a "Un altro sguardo indietro"

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  1. In un certo qual modo mi rivedo molto in quello che hai scritto. Anche a me sembra quasi di essere bloccato in un loop infinito, il tempo sembra non passare mai e a volte invece scorre talmente in fretta che mi domando dove siano finiti tutti quei giorni. Una sensazione alquanto strana. Ti auguro un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!

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    1. Qualcuno disse che il tempo è ‘wibbly wobbly’, io credo che quello che percepiamo sia decisamente elastico e comunque legato a ciò che ci accade. Per il buon Natale sono in ritardo, ma ti auguro un interessante anno nuovo.

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    1. Ah ah. Non ho cambiato nazione ma ci ho lavorato in passato e oggi lavoro per una azienda tedesca. Volente o nolente ormai ci devo avere a che fare, quindi è giunta ora di affrontarlo. Dicono che chi conosce il latino sia avvantaggiato: peccato che io non abbia mai fatto latino 😀

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