Gli anni del tuono – Davide Mana

Tra fumo, fango e tuoni si muovono sul terreno di battaglia le grandi corazze cavalcate da arditi cavalieri. Sono armi poderose, in grado di spazzare via con un solo colpo fanti, cavalli e ostacoli. Eppure, anche l’era delle corazze ha un epilogo. E su questo campo di battaglia, oggi, la fine sta arrivando.

Di Davide Mana, pur seguendo regolarmente il blog Strategie Evolutive, ho colpevolmente letto pochissimi libri. Eppure ne pubblica parecchi e bazzica generi che mi piacciono. Boh. L’ebook di Gli anni del tuono credo si sia infilato tra le pieghe della libreria del Kindle. Oppure è rimasto schiacciato tra substrati digitali di inchiostro inesistente. Comunque smuovendo il lettore di Amazon ecco che l’ebook mi è ricapitato sotto il naso e, vuoi perché è abbastanza corto ma anche perché in questo momento una storia di robottoni ci stava tutta, me lo sono gustato in poco tempo.

Ambientato sul finire del sedicesimo secolo, questo racconto ucronico parla di un passato alternativo in cui le guerre rinascimentali venivano combattute utilizzando gigantesche ‘corazze’ (i robottoni!). Qualche purista potrebbe discutere giorni, credo, sul fatto che si tratti di steampunk, clockpunk, ostreghetapunk o qualche altro sotto-sotto-genere, ma sono dettagli che mi interessano relativamente poco. Quello che ho notato invece è che non ci si trova di fronte a una trama ‘classica’ con chiamata dell’eroe, nemico, crescita, catarsi, ecc. ecc. ma di una serie di scene (inizialmente pensavo fossero racconti indipendenti) che vanno a costruire una ambientazione, un tema, una fotografia (anzi, un affresco) di questo mondo crepuscolare in cui le grande macchine stanno per scomparire davanti a tecniche più efficienti ma non meno brutali per ‘fare la guerra’.

I personaggi sono parecchi, alcuni più presenti di altri. Seguiamo soprattutto cavalieri delle corazze: Carlo Alberto, Alun Brock, la giovane Guenda della Crocicchia. Ci si sposta tra Londra, Urbino, Arles e il Catai. C’è pure un tizio che somiglia in modo molto sospetto a un certo Leonardo da Vinci.

Pur assistendo a scontri in cui scudi, spade e colubrine, fulminato e grasso e olio la fanno da padrone, non ci si sofferma sull’aspetto ‘figo’ dell’azione dei robottoni, quanto sull’estetica e la sensazione di decadenza del tutto. In questo senso lo stile di narrazione si incastra bene con quello che (immagino) sia l’intento finale dell’autore.

A me è piaciuto. Letto in poco tempo, non mi hai mai stancato. Stile inatteso, piacevole, un po’ malinconico.

4 risposte a "Gli anni del tuono – Davide Mana"

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