Ai confini della realtà – Rod Serling

Storie di automi incredibili, di viaggi nel tempo e nello spazio, di patti funesti con creature sovrannaturali. Da questi racconti sono tratti molti episodi della fortunata ed iconica serie televisiva creata nel 1959 da Rod Serling. Una serie che, come la Settimana Enigmistica, vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Al solito, come faccio a parlarti di una raccolta di racconti? E se, come capita spesso, me ne sono piaciuti alcuni e altri no? Che valore assume ai miei occhi la raccolta? Devo dare un valore a ognuno, e poi fare una media? E che tipo di media? O forse preferisci un grafico, una distribuzione?

E, su questa raccolta, esiste almeno un mood, un tema narrativo che li accomuna tutti? Beh, quello sì. Sono tutti racconti dai quali sono stati tratti episodi della serie omonima. E sono tutti scritti da Rod Serling. Tocco di classe, per molti dei racconti (mi scappa sempre di chiamarli episodi) esiste un piccolo capitolo aggiuntivo che riporta la scena finale e il commento di chiusura della versione televisiva.

Piacevole sorpresa, poi, il fatto che non si tratti di sceneggiature adattate per la lettura ma veri e propri racconti con un loro stile e con particolari che sicuramente non potevano finire su schermo.

Certo, si respira aria degli anni ’60, e per alcuni i temi narrati potrebbero sembrare datati. Ma, poi, nemmeno tanto. Una delle caratteristiche di Serling che mi ha colpito di più è la sua capacità di osservare la natura umana e di descriverla con grande maestria e, spesso, con un certo cinismo. Questo lo si vede in praticamente tutti i racconti (vedi in particolare Mostri in Maple Street, La febbre, Quel grand’uomo del signor Dingle, La Clausola o Il Rifugio), nei quali il tema importante non è tanto l’alieno o l’elemento sovrannaturale quanto la reazione dell’essere umano di fronte ad esso.

Negli ancora attualissimi Mostri in Maple Street e Il Rifugio, ad esempio, abbiamo i vicini del tipico quartiere medio-borghese americano (sì, le villette alla Wanda-Vision) uscire letteralmente di testa di fronte a un pericolo che magari nemmeno si vede. Una società ‘civile’ che si sgretola in un attimo sotto paura e paranoia. Ti dice qualcosa?

In La Febbre, La Clausola, e Antipatia per le Macchine invece, c’è una discesa nell’inferno dei protagonisti, personaggi sgradevoli fin dall’inizio, violenti e misogini che ricevono, in breve tempo, il fatto loro.

Ci sono anche toni più leggeri, ad esempio con Invincibile Casey, Quel grand’uomo del signor Dingle, Tutta la verità o Resa dei conti con Rance McGrew. Qui i mostri lasciano il posto alla commedia e anche le maledizioni diventano occasione per un sorriso.

C’è anche qualche nota stridente, oh. Ad esempio emerge l’assenza clamorosa di personaggi femminili: di tutti i racconti solo uno, Il Sole a Mezzanotte (*), vede una donna come protagonista e per il resto abbiamo una presenza costante di mogli e fidanzate relegate più o meno al ruolo di comparse. Se anche si tratta di un peccato veniale e se a quei tempi poteva non notarsi, è ovvio che in questo decennio la cosa salta agli occhi.

Aggiungo, infine, una nota sul sorprendente talento di Serling nel descrivere e tratteggiare, spesso nelle primissime righe di ogni storia, i personaggi in modo immediato ed efficace. Personaggi vividi, credibili. A volte simpatici e, comunque, degni di essere ricordati. Una dote da imparare, sicuramente.

(*) Nota di colore: questo racconto racconta di un’apocalissi in cui la Terra si avvicina inesorabilmente al Sole. Un mondo che si riscalda in breve tempo diventando inabitabile. La narrazione fa riferimento (magari nell’originale è qualcosa di più?) a una temperatura di 47°C. Letto durante un’estate torrida che queste temperature le ha raggiunte e superate, mi è sembrato un caso tristemente ironico.

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