La morte ci sfida – Joe R Lansdale

Il Reverendo Jebidiah “Jeb” Mercer arriva a Mud Creek vestito di nero e ricoperto di polvere. Non ha l’aria del reverendo quanto del pistolero. Un bravo pistolero, uno di quelli che rimangono in piedi. E mentre questo enigmatico reverendo prepara la sua predica con l’aiuto del giovane David, della bella Abby e del vecchio Doc, una forza maligna prepara il suo orribile e implacabile assalto alla cittadina. Un assalto che sa di vendetta, o castigo, per una ingiustizia che appartiene al recente passato di Mud Creek.

Nella prefazione di questo romanzo l’autore ci invita a immaginare le scene come se fossero girate in bianco e nero. Ad eccezione del sangue, che deve rimanere di un bel rosso acceso.

E la cosa funziona.

Certo, la trama non offre novità o impegno cerebrale, i personaggi sono stereotipati e i dialoghi anche. Si tratta di un più che degno omaggio ai romanzi pulp e ai B-movie, che si concede solo una leggera denuncia per l’uomo bianco che sfoga la sua violenza sulle minoranze. Ma non c’è tempo di soffermarcisi, perché si muove tutto velocemente, perché la trama ti intrattiene e non hai davvero tempo di stare a pensare mentre i morti avanzano con le loro zanne.

E poi, aspetta, Lansdale l’ha scritto nel 1980. Quando ancora Tarantino nemmeno ce lo immaginavamo. Quando ancora omaggiare il pulp non era così comune.

Quindi? Una lettura horror veloce, spietata e ricca di azione, adattissima per l’ombrellone. Un riuscito mix tra horror e western, dove le pallottole si conficcano senza sosta nei crani di morti e vampiri.

(e, ti avverto, non ti affezionare troppo ai personaggi)

4 risposte a "La morte ci sfida – Joe R Lansdale"

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