Cristalli Sognanti – Theodore Sturgeon

Dopo l’ennesimo violento sopruso da parte del patrigno, il piccolo Horty fugge di casa e incappa in un circo itinerante. Al contrario del burbero padrone del circo, Monetre, la compagnia lo accoglie con protezione e affetto accettandolo per quello che è e nascondendolo al mondo. Ma Monetre nasconde un’ambizione molto pericolosa che Horty sarà costretto ad affrontare scoprendo una verità sconvolgente sulla propria natura.

Ed ecco che continua il mio viaggio non nelle uscite recenti, nei Nebula e negli Hugo dell’ultimo anno, ma nei classiconi dell’era d’oro della fantascienza.

E mi sono accorto che, pur citandone spesso la famosa Legge (o Rivelazione), di Theodore Sturgeon non avevo ancora letto nulla. Male, malissimo.

Quindi ho iniziato proprio da Cristalli Sognanti, primo romanzo del nostro, titolato a volte anche come Gioielli Sognanti oppure L’Uomo Sintetico.

Singolare come mi sia sembrato, almeno all’inizio, che Sturgeon citasse Bradbury (il circo itinerante; il riferimento esplicito a Cronache Marziane; Kay che si chiama Hallowell mentre Will si chiama Halloway). Purtroppo Cristalli Sognanti è antecedente a Il Popolo dell’Autunno e quindi niente, la mia teoria è crollata miseramente.

Ma i parallelismi rimangono, un poco, spegnendosi man mano che le storie procedono.

Come il circo dei freak, pieno di insidie e di meraviglie, con il proprietario torreggiante e minaccioso come un Mangiafuoco. Ma se il circo di Bradbury è indiscutibilmente malvagio, quello di Sturgeon lascia spazio anche alla bellezza, alla musica, all’arte. Ai rapporti di fedeltà, umanità e amicizia che legano tra loro i fenomeni da baraccone sotto il naso (e alla faccia) del malvagio Monetre.

Pierre Monetre, già. Un villain che per un po’ ci svela il suo animo e a un certo punto quasi lo comprendiamo, quasi diventiamo solidali nel suo odio per l’umanità intera. Quasi. Perché poi parte per la tangente e smette di essere il medico burbero che pur odiandoti ti cura le ferite. Smette per diventare un vero e proprio mad doctor frustrato, impaziente. Crudele con le proprie creazioni, i freak, perché imperfette e buone solo per finanziare i frequenti spostamenti. Per creare l’apocalisse.

Dicevo, parallelismi.

Siccome si parla di creazione, abbiamo il percorso di Monetre e Zena. Il primo crea mostri, sfruttando i cristalli, per conseguire il suo sogno di distruzione. E racconta, perché ha bisogno di raccontare, tutto alla piccola Zena. Lei che invece sta creando l’eroe che sarà in grado di affrontare il villain, plasmandolo con pazienza, nascondendolo in bella vista, usando ciò che impara proprio dal medico.

Ancora parallelismi.

Abbiamo Kay Hallowell, la ragazza normale, giovane e carina. E ancora Zena, affetta da nanismo. Kay è la prima ragazza che tratta Horty con umanità, mentre Zena lo crescerà con amore per anni. Kay si troverà ad affrontare il viscido predatore sessuale, il giudice Bluett, mentre Zena dovrà difendersi dalla spietata crudeltà di Monetre.

Parallelismi.

I villain, che in realtà sono due, evolvono su due strade convergenti / divergenti. In ascesa la storia di Pierre Monetre, il Cannibale, introdotto come lo scostante proprietario del circo. Aiuta Horty, lo medica dalle ferite causate da Bluett, lo cresce ma svela la sua pericolosità estrema solo quando scopre la natura del protagonista. In discesa la storia di Armand Bluett, il giudice, che viene introdotto nella storia come il patrigno violento che mutila Horty e riappare come molestatore mentre ricatta Kay per ottenere favori sessuali. Debole e viscido Bluett, che si approfitta solo di chi è più debole. Forte e astuto Monetre, sempre un passo avanti ai buoni.

E in mezzo a tutti questi percorsi?

Horton.

Ma soprattutto i Cristalli. I cristalli, cose aliene avvolte nel mistero. Vengono dall’altrove, sono insondabili. Non sono né buoni né cattivi. Loro sognano. E creano. Se ci ragioniamo un minimo, non sono molto lontani da Quella Cosa Indefinibile di cui avevamo già parlato. Sono forse imparentati con il colore venuto dallo spazio, o con la protomolecola? Può darsi, non possiamo escluderlo.

In chiusura, una buffa coincidenza. Non avendone sentito parlare per anni, sono incappato nel giro di poche ore sulla teoria della Teiera di Russell, incrociata prima su Twitter (non mi ricordo da parte di chi, svelati se ti riconosci in queste righe) e poco dopo letta anche su ‘Cristalli’, mentre Monetre racconta le sue frustrazioni di scienziato. L’universo evidentemente mi sta mandando un messaggio. Quale, non so. Universo riprovaci, che qui non è passato.

3 risposte a "Cristalli Sognanti – Theodore Sturgeon"

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