Papà, costruiamo un computer?

”Papà, costruiamo un computer?”

Domanda da niente, quella che mi ha fatto il novenne alla fine dell’anno scorso.

”Sì, certo.” ho risposto, prendendo tempo, facendo finta di essere molto più convinto di quanto fossi in realtà.

Tanto, pensavo, avrebbe dimenticato questa ambizione nel giro di pochi giorni.

E invece il novenne non dimentica. Comincia a raccogliere fili elettrici, pezzi sparsi, schedine. Vuole, dice lui, metterle insieme per costruire un computer.

Con il papà.

E cosa posso fare, allora? Distruggere le ambizioni del figlioletto?

Mai!

Cercando di sorvolare sui pezzettini di filo raccattati chissà dove, l’idea è di mettere in piedi un piccolo desktop basato su Raspberry Pi.

Se non conosci il Raspberry Pi forse non ti trovi sul blog giusto. O forse sì, anche se in effetti non ne ho mai parlato prima.

Il Raspberry Pi è un computer single-board, cioè realizzato su singola scheda elettronica, molto versatile e decisamente poco costoso, visto che i vari modelli costano dai 5 ai 40 euro circa.

Si tratta di un oggetto perfetto per l’uso didattico, la prototipazione, l’hobbistica o il puro e semplice divertimento nerd.

Una cosa interessante è che sistema operativo e storage di questa scheda si trovano tutti sulla stessa microSD che svolge quindi il ruolo del disco rigido di un desktop o un laptop.

La microSD può essere preparata in anticipo e sostituita in un attimo, vista la facile accessibilità sulla scheda. Sostituire la schedina ci permette praticamente di cambiare del tutto l’ambiente di lavoro, e si tratta di una cosa comodissima. Per il figlio aspirante nerd ho preparato un paio di immagini: una Raspbian (un bel sistema operativo didattico con Python, Scratch, Minecraft, LibreOffice e Chromium) e una Retropie (che permette di creare una piccola ma invidiabile macchina da retrogaming). Aggiunti monitor, tastiera, mouse e controller, l’hardware era praticamente pronto.

Pronti per il retrogaming?

Montare una Raspberry Pi è alla portata di qualunque ragazzino, ed è gran una bella cosa perché pur non avendo ancora a che fare con saldature o componenti, riesce a provare la soddisfazione di aver montato qualcosa di elettronico.

Insomma, il novenne si è divertito e a cominciato ad intuire (senza andare troppo nei dettagli) come sono organizzati dei semplici desktop. E ho notato con piacere che preferisce accendere la Raspbian.

Mi sembra un bel risultato.

Senza estremismi, credo sia importante che i nativi digitali capiscano come sono fatti gli oggetti che usano e la logica su cui si basano. Come si costruiscono e come si modificano. Non è vero che queste conoscenze i ggiovani le possiedono in modo innato: essere utenti disinvolti non significa capire il cosa si sta utilizzando. E avere nuovi piccoli ‘hackers’ un giorno tornerà utile.

(indovina? Anche questo post è riciclato dal vecchio blog su Medium ormai chiuso)

(ma quanti post c’erano su Medium?)

3 risposte a "Papà, costruiamo un computer?"

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