Chi siete, chi vi manda?

Avevamo passato una bella giornata a Reggio Calabria e Pentidattilo (o Pentedattilo) e stavamo rientrando in direzione della costa cosentina.

Era già quasi passata l’ora di cena, e un semplice cartello con l’indicazione di una sagra paesana ci sembrò un’occasione troppo ghiotta per ignorarla.

Giuro che non ricordo il nome del paesello. Era piccolo, abbracciato a un’altura. Una di quelle località divise in ‘contrade’ nelle quali non sai di preciso se c’è un centro o se si tratta solo di case accostate a caso.

Cenammo nel campo sportivo, spendendo una sciocchezza. Un ottimo piatto di pasta con verdure, un pezzo di pane, un bicchiere di vino. In mezzo a gente semplice e allegra, con un po’ di musica e aria fresca. Una delle migliori cene di quella estate.

Prima di tornare alla macchina passeggiammo per le vie del paese. Non c’era molto, si trattava di un saliscendi di stradine affiancate da case a due piani. In una di queste stradine ci trovammo tra una tabaccheria e un negozio di alimentari che si fronteggiavano ai lati della via. A fianco dell’ingresso dei due negozi stavano seduti due sessantenni. Anche loro si fronteggiavano, sulle loro sedie di plastica, discutendo di qualcosa.

Quando ci avvicinammo, uno dei due ci apostrofò con tono burbero.

“Chi siete, chi vi manda?”

Spiegammo che eravamo in vacanza, cosa avevamo fatto in giornata e che eravamo con un nostro amico (era rimasto indietro) del posto.

Quando l’amico ci raggiunse, anche lui dovette spiegare da dove veniva e soprattutto (“E tu, di chi sei?”) quali erano le sue origini e la sua famiglia.

Non so effettivamente quanto questi signori potessero conoscere il mio amico, ma le sue spiegazioni sembrarono bastare loro. Soddisfatti, i due fecero le presentazioni e ci concessero anche una piacevole chiacchierata sugli argomenti più vari. Il più brillante era senza dubbio il proprietario del negozio di alimentari, un uomo corpulento con una bella dialettica che si rivelò una ricca fonte di aneddoti.

Quando si fece tardi, fummo congedati.

Bene. Adesso che ci conosciamo, potete tornare quando volete.” disse il proprietario del negozio di alimentari.

Avevamo il permesso. Era andata bene, dai.

(tanto ormai lo sai: anche questo post è recuperato dal vecchio blog su Medium ormai eliminato)

11 risposte a "Chi siete, chi vi manda?"

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