Advantageous

In una società avanzata ed economicamente prosperante la vita non è comunque semplice: la competizione è fortissima, ed è un attimo rimanere indietro. Le disparità sociali ed economiche rendono la struttura sociale instabile, con continui attacchi da parte di gruppi terroristi. Gwen, front-woman di una società di bioingegneria, si trova licenziata perché troppo vecchia per rappresentare il brand. Madre single di Jules, ragazzina brillante alla quale deve garantire un futuro, Gwen si ritrova a dover accettare una procedura sperimentale per ottenere il suo precedente incarico: dovrà trasferirsi in un corpo più giovane.

Sono tanti i temi esplorati da Advantageous di Jennifer Phang (Half Life, The Boys, The Expanse). Il primo e quello forse più evidente è quello della situazione di una professionista donna, single, impegnata nell’accudire la figlia. Pur essendo all’apparenza benestante, la situazione di Gwen è costantemente in bilico. Le spese per lo studio della figlia, per l’affitto, per qualsiasi cosa sono altissime e la decisione estrema di acconsentire alla sperimentazione della procedura di passaggio a un corpo più giovane appare quasi come una resa di fronte a una situazione senza alternative.

La procedura stessa ricorda senza mezzi termini i compromessi che le donne in alcune posizioni professionali devono accettare per proseguire nella carriera a colpi di chirurgia estetica, come se labbra rifatte e zigomi tirati fossero in grado di mettere in risalto competenze, esperienza e carattere. Non a caso, credo, si nota l’abisso nel fascino e nella personalità esercitati dalla Gwen matura (interpretata da una bravissima e intensa Jacqueline Kim) e la Gwen ringiovanita, dall’aspetto gradevole ma piuttosto insulsa e anonima.

Poi c’è un aspetto più fantascientifico e speculativo, che tuttavia ha un forte impatto sulla storia a livello emotivo: la procedura del passaggio al nuovo corpo. Ben lontano dal trasferimento indolore, immediato e senza conseguenze descritto nella campagna di marketing del Center For Advanced Health And Living, quello di Advantageous è un trasferimento devastante, che richiede un trasferimento a livello neurale che rende temporaneamente i due corpi come gemelli ma che uccide a livello cerebrale il corpo e la coscienza originale. Il passaggio al nuovo corpo, quindi, oltre a richiedere una terapia lunga e intensa, crea inevitabilmente una nuova persona. Non è un caso se la prima e la seconda Gwen si riferiscono all’altra come ‘lei’ ed è particolarmente straziante vedere la nuova Gwen ammettere di non provare nulla per la figlia.

Tema più sottile ma piuttosto intelligente, poi, è il parallelismo e il conflitto tra il corpo più giovane e la figlia. Entrambi mezzi per il raggiungimento di una vita eterna. Con la prole che rappresenta il modo più tradizionale per portare avanti un patrimonio genetico e un’esperienza (ma anche, come ammette Gwen, un modo per non rimanere soli), e il corpo ospite come mezzo innovativo, tecnologico, in cui trasferire le esperienze e le memorie in modo più diretto. Umano, empatico il primo. Freddo e doloroso il secondo. Non sarà un caso se Jules e la nuova Gwen si trovano in conflitto.

Infine, una riflessione sulla società futuristica ipotizzata nel film. Non è una distopia ma si tratta di un mondo libero, prospero, pieno di tecnologie avanzate e ricchezza, nel quale tuttavia la gente non sembra aver trovato né la felicità né la serenità. La competizione spinge tutti a correre, studiare, lavorare, impegnarsi di continuo per dare un contributo ma anche per non cadere in una miseria che è letteralmente dietro l’angolo. Le audaci opere d’arte, le grandi strutture e le conquiste di questa umanità avanzata sembrano aridi trofei, ignorati, appoggiati su una mensola per pura esibizione mentre tutti sono impegnati in altro.

Insomma, un bel film non spettacolare né frenetico ma emotivamente intenso, con tanti elementi intelligenti e una buona recitazione. Se ti va una serata più impegnativa del solito, dagli una possibilità.

4 risposte a "Advantageous"

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    1. Lo trovi su Netflix. Mi ha stupito positivamente, non gli avrei concesso molte opportunità ma sto anche cercando qualcosa di diverso dai soliti ‘filmoni’. L’approccio non è ‘tecnologico’ ma umanistico: si pone infatti molta enfasi sull’impatto emotivo e sulla scelta personale della protagonista.

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