Mai toccato da mani umane – Robert Sheckley

Astronauti capitati per caso in un magazzino alieno; oppure un colone dei pianeti esterni venuto sulla Terra per sperimentarne i divertimenti; o il capo dei lavori di un cantiere planetario, su un pianeta che si rifiuta di essere ristrutturato; o anche un clandestino che vuole unirsi agli scienziati su Marte; o una tribù di alieni visitata da una nave di incivili esseri umani; o magari un abile giocatore al suo turno da assassino; un pescatore che deve improvvisarsi criminale per salvare il pianeta; un impiegato affetto da disturbi psichici; o infine un giovane mezzadro, al lavoro su un pianeta nano, che forse ha bisogno di una moglie.

La mia mostruosa Pila dei Libri da Leggere evidentemente non è così mostruosa, perché nelle ultime settimane mi sono messo in testa di recuperare anche un po’ di vecchi titoli Urania. Non me ne vogliano troppo i giovani talenti, i premi letterari, i bravi mestieranti e gli auto pubblicanti, ma ho ancora tutta una serie di ‘classici’ da esplorare finché posso (eh, purtroppo il numero di libri che mi rimane da leggere non è infinito).

Una delle mie gravi mancanze, pensando agli autori di fantascienza, era quella di non aver mai letto nulla di Robert Sheckley, un autore che ha fatto da ponte tra la fantascienza della golden age e quella più moderna, che si è destreggiato con abilità e umorismo in una produzione molto vasta di racconti, sceneggiature, romanzi passando con disinvoltura anche al genere poliziesco.

Questa raccolta, Mai toccato da mani umane, dovrebbe essere un titolo piuttosto importante nella produzione dell’autore. Purtroppo però ne ho letto la versione italiana, che in pratica è tutto un altro libro: contiene infatti racconti non presenti in quella originale e ne elimina altri. Mah. Si tratta comunque di una bella selezione che mantiene una buona omogeneità nello stile e nella qualità dei racconti: io che di solito mi trovo in imbarazzo nel parlare di antologie di racconti (quanti racconti ti devono essere piaciuti perché ti sia piaciuto il libro nel suo complesso?) stavolta sono piuttosto sicuro: bello, bello, bello.

Il tono leggero, spesso divertente ed estremamente scorrevole dei vari racconti non deve ingannare: c’è tanta analisi dell’animo umano e parecchia critica alla società occidentale, proposta spesso attraverso giochi di cambio di prospettiva (particolarmente gradito all’autore il punto di vista dei coloni spaziali estranei alla società terrestre). Ci sono intuizioni brillanti e una satira pungente ma non bastarda come quella di Vonnegut: in questi racconti il giudizio sulle bassezze umane è infatti spesso mitigato da una battuta, un’alzata di spalle o una situazione surreale. Si ottiene quindi l’effetto di pensare di avere di fronte quasi una commedia di Billy Wilder quando in realtà la storia narrata è piuttosto feroce (e di racconti cruenti ce ne sono molti).

E i racconti? Te li accenno uno per uno, se ti interessa. Ma occhio agli spoiler.

Si parte da Mai toccato da mani umane, che dà il titolo alla raccolta. È la storia di due viaggiatori interstellari finiti fuori rotta e rimasti senza scorte di cibo. I protagonisti finiscono in un magazzino alieno. Bene, ma, cosa si potrà mangiare, e cosa può essere potenzialmente letale? Bel giochino, non impegnativo, buono per prendere il ritmo.

Abbiamo poi Pellegrinaggio alla Terra, in cui un colone (i coloni come avrai capito sono personaggi ricorrenti) arriva su una Terra che in mancanza di risorse e materie prime si è dedicata completamente alla produzione di forme di svago. Il colone scoprirà i divertimenti e l’amore, quello vero, ma perderà anche la sua purezza per perdersi nei tranelli terrestri.

In La montagna senza nome il punto di vista è quello del direttore dei lavori di un cantiere planetario che, su un pianeta da ristrutturare, si ritrova a dover affrontare una serie di incidenti tanti insoliti quanto sospetti. Sembra un po’ di vedere l’invasione dei terrestri in Avatar e lo stesso scontro tra ambiente e profitto. Ma, si tratta di un semplice sabotaggio o qualcosa di più profondo?

Anche in Clandestino si esplora il tema attualissimo dell’immigrazione clandestina accompagnato (ma va?) alla colonizzazione dello spazio. Su Marte un immigrato illegale si offre di lavorare duramente in cambio del soggiorno nella piccola comunità di scienziati, ma non sembra avere i mezzi e le conoscenze per poter essere realmente d’aiuto. Davvero?

I mostri narra invece di una comunità di alieni, che si definiscono esseri umani, visitata da un’astronave di (forse) terrestri. Le due culture e i rispettivi principi morali verranno messi a dura prova quando punti di vista completamente differenti si dovranno confrontare.

La settima vittima è uno dei racconti più famosi e interessanti, quello che ha ispirato il film italiano La decima vittima, oltre a tutto un filone di omicidi per sport, da Hunger Games a Battle Royale alla Notte del GIudizio. Viene descritto un turno di un gioco di assassinio legalizzato, nel quale le regole richiedono l’alternarsi del ruolo di Assassino e quello di Vittima. Al termine delle dieci uccisioni, come premio, si entra in un club esclusivo. La settima vittima del protagonista sarà però molto particolare e stravolgerà ogni strategia adottata fino a quel momento.

Criminali cercansi parla invece (ehm) di coloni planetari. Una colonia extraterrestre con una piccola ma idilliaca comunità separata per secoli dal contatto con la Terra si ritrova, quando le comunicazioni si riallacciano, a dover adattarsi alle usanze terrestri. O perlomeno a quelle che riesce a recuperare dai libri di storia. Piuttosto buffo e quasi patetico lo sforzo di una società utopica che cerca di ripristinare tutti i difetti del pianeta madre, crimini e omicidi compresi, allo scopo di ottenere un consenso.

L’accademia è uno dei racconti più cupi e descrive una distopia in cui il disagio mentale è stigmatizzato con forza, quasi violenza. I cittadini sono continuamente monitorati da strumenti in grado di misurare il livello di disagio mentale su una scala da 0 a 10 (!), con azioni specifiche al superamento di alcune soglie. Manco a dirlo, il protagonista sta superando la soglia della pericolosità sociale.

Il catalogo delle mogli narra infine con una certa leggerezza di (ehm) un colono spaziale che, isolato su un pianeta nano e consigliato da uno dei robot di servizio, si decide ad ordinare una moglie per corrispondenza. Gli verrà recapitato il ‘prodotto’ sbagliato, ma sarà un problema o un colpo di fortuna?

I mondi non potevano essere posseduti, soltanto occupati. Quel pianeta apparteneva più legittimamente ai vari milioni di pionieri terrestri che lo avrebbero utilizzato, che non alle poche centinaia di selvaggi che scorrazzavano sulla sua superficie.

13 risposte a "Mai toccato da mani umane – Robert Sheckley"

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  1. Una volta leggevo volentieri racconti di fantascienza, poi, esauriti i “classici”, ho lasciato perdere. Bellissimi racconti di Robert Sheckley, Robert Heinlein, Ray Bradbury etc erano presenti sulle antologie che usavo quando insegnavo alle medie…

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      1. Ho comprato anche il secondo e terzo libro, anche se effettivamente sono insistenti le voci che dicono che sono minori rispetto al primo… vediamo se quando lo finirò (quasi 900 pagine) avrò la forza di andare avanti! :–D

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        1. Posso comunque confermarti che il primo merita parecchio, anche se non piace a tutti. Tu poi con una certa cultura cinematografica individuerai facilmente le fonti di ispirazione per una famosa saga ‘stellare’… buona lettura!

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    1. Il mio preferito invece rimane quello del pescatore che si deve improvvisare malvivente perché non può farlo nessun altro, con i compaesani che lo aiutano a superare l’imbarazzo dei primi furti e continuano a chiedergli quando arriverà anche il delitto.

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