Potrebbe essere FOMO, o DOMO, o JOMO…

C’è la FOMO, quella Fear Of Missing Out che ci spinge a cercare l’argomento del giorno, a rinfrescare flussi inutili di titoli clickbait, a premere Aggiorna subito dopo aver realizzato che non ci sono nuovi messaggi per noi. A scrollare, scrollare, scrollare spinti dal timore di rimanere indietro, scollegati, non aggiornati, ignoranti dell’ultima genialata a cui tutti si stanno appassionando.

La paura che si dimentichino di te se non pubblichi una stronzata ogni cinque minuti.

La paura di non esistere se non sei aggiornato.

Poi capita, per sfiga e necessità, che scollegato ci finisco davvero. Per giorni. Senza nemmeno quei cinque minuti per leggere cosa scrivono gli amici, figuriamoci le altre novità. E magari quando ho tempo è passato il momento, e tralascio qualunque intervento sui social.

All’inizio è fastidioso. Poi subentra un momento particolare, quello in cui magari i cinque minuti per scrivere li trovo, ma rinuncio. Perché se poi mi rispondono e non vedo la risposta, magari sembro scortese. Perché poi quello che sto per scrivere non è così interessante. Perché, insomma, alla fine che senso ha pubblicare, commentare, postare? E, insomma, in quel momento il rapporto con i social comincia a diventare frustrante.

E di solito cosa faccio questo punto? Disinstallo le App. Riesco ad andare su Twitter solo ogni tanto? Via Twitter, così non mi faccio problemi. Quando vado sul gruppo di Telegram ci sono 854 messaggi non letti? Via Telegram, così tagliamo la testa al toro. Mi da fastidio andare su Instagram e non avere foto da pubblicare? Via Instagram. Rimangono pacchi di messaggi non letti nella Posta in arrivo? Via le newsletter. Anche quelle belle, che cavolo!

E così via, in un vortice di “Disinstalla?” e “Unsubscribe?”. Che ad ogni conferma, invece di dare dolore per la perdita (*), rende il rapporto con lo smartphone sempre più leggero e svincolato.

In questa fase siamo probabilmente al DOMO, il Desire Of Missing Out che mi fa anelare un distacco dai social media. La voglia di scomparire, di lasciarmi gli aggiornamenti e le timeline alle spalle. La voglia di poter dire “No, non ne so niente dell’ultima polemica”. La voglia di non dovermi più aggiornare.

È una fase a rischio di ricaduta. Con qualche tentazione di rientrare nel vortice degli aggiornamenti, delle notifiche, dei Cosa c’è di nuovo. Ma se resisto (e con il tempo sono diventato bravo a resistere), riesco a staccare piuttosto bene. E godermi una pausa che riesce con il tempo a ricaricarmi e a darmi il tempo di raccogliere idee creative, pulite, da recuperare quando avrò tempo a disposizione.

È la fase migliore, la JOMO. La Joy Of Missing Out in cui mi godo il risultato di tutte quelle chiusure e disinstallazioni.

Almeno finché non vengo richiamato alla cruda realtà.

“Ciao, tutto bene? Ho visto che non pubblichi.”

“Cos’è successo al blog? È fermo?”

“E i racconti? Arrivano?”

“Leggi questa idea, dimmi cosa ne pensi.”

Lentamente, alla spicciolata, arrivano messaggi diretti che mi ricordano che lì fuori ho stretto dei legami. Collegamenti che all’altro capo non hanno algoritmi o flussi di stringhe, ma persone. Persone che, dopotutto, ogni tanto mi pensano.

E allora ricomincio a rispondere, a reinstallare Telegram e Twitter, a riaprire un po’ controvoglia quelle pagine e quelle App che avevo chiuso con tanto sollievo.

È un disagio? No, non necessariamente. È solo il cambio di direzione in quel ciclo di movimento altalenante che mi porterà, prima o poi, a un equilibrio tra Fear, Desire e Joy. E lo affronto col sorriso. Un po’ perché a quelle persone dall’altra parte del socket ci sono affezionato e un po’ perché so che la JOMO, tutto sommato, non è così lontana da raggiungere.

Disinstalla? Sì, dai.

Foto gatta di Pixabay da Pexels

(*) Banale da ripetere, ma col tempo ti rendi conto che la perdita è solo illusoria. Ogni App può essere reinstallata, ogni abbonamento può essere riattivato con un click. È facile, te lo ripetono in continuazione.

13 risposte a "Potrebbe essere FOMO, o DOMO, o JOMO…"

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