Project Power

Robin, una adolescente di New Orleans, spaccia Power. Power è una pillola iper-tecnologica che invece di sballarti ti assicura cinque minuti di un super-potere casuale. Oppure ti fa esplodere.
La Power lega a Robin anche il destino di Frank, un poliziotto che usa la droga per mettersi in pari con i nuovi super-criminali, e Art, un ex marine coinvolto nella creazione della droga.
I tre dovranno trovare un punto di incontro per fermare l’organizzazione criminale che vuol fare della Power l’inizio di un nuovo equilibrio mondiale.

Devo dire che dopo due stagioni di Composto-V, l’idea di una formula in grado di attivare super-poteri non mi attirava molto. Però, boh, non c’era altro e venivo dal deludente Vampires vs the Bronx.

Invece questo Project Power, filmetto d’azione poco pretenzioso e pieno di cliché qualche piacevole punto riesce a metterlo a segno.

Un po’ per la presenza di Dominique Fishback che interpreta la giovanissima spacciatrice Robin e riesce (finalmente!) a dare al personaggio quella normalità che di solito non si riesce mai a vedere nei film d’azione (dove le ragazzine sono tutte piccole fotomodelle col broncio).

Un po’ perché Jamie Foxx e Joseph Gordon-Levitt mi sono sempre stati simpatici e, anche se in questo film interpretano due personaggi stereotipatissimi, lo fanno (sembra) senza prendersi troppo sul serio. Jamie Foxx, poi, oh, per me sta diventando il nuovo Denzel Washington.

Un po’ per questi pseudo-super-poteri che prendono pseudo-spunto dalle caratteristiche animali. Se la super-forza, l’invulnerabilità, il fuoco e il ghiaccio sono già visti, ho trovato abbastanza godibile l’uso di poteri ‘strani’ come quello del gambero pistola, della rana wolverine o quello (non meglio specificato) degli arti snodati.

Un po’, infine, per quelle finezze (inquadrature o sequenze) buttate lì ogni tanto che ti fanno vedere che sotto sotto c’è anche la capacità di fare qualcosa di diverso. Tanto per fare un esempio mi viene in mente la scena del massacro nel club privato, quasi un piano sequenza ma tutto girato dal punto di vista della ‘vasca’ nella quale si trova la ragazza che ha fatto da cavia per la droga.

Insomma, alla fine il filmetto si fa guardare. A patto che non si abbiano troppe pretese e che non si stia già soffrendo di indigestione da superpoteri.

2 risposte a "Project Power"

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  1. Mi dispiace solo che ultimamente molti film d’azione americani abbiano un sacco di problemi nella struttura. Questo film comunque riesce, come ha ben detto tu, a mettere a segno qualche colpo, ci stavano veramente provando, però ha il solito difetto di tanti film d’azione americani di questo periodo. Non mi aspetto un John Wick, tanto meno un Mad Max, però mi piacerebbe vedere un cinema d’azione ben fatto e non traballante.

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    1. In generale è un momento di crisi per il cinema d’azione, che si trova intrappolato in una generale mancanza di idee. I titoli che citi provano a fare qualcosa di diverso (lasciamo da parte la trama, puntiamo unicamente sull’estetica) ma non possono andare tutti nella stessa direzione, altrimenti sai che noia…

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