Gideon the Ninth – Tamsyn Muir

Gideon è un’abile spadaccina della Nona Casa, e si è stufata di tutto. Vuole essere libera, ma i suoi piani si scontrano con le esigenze di Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia, autonominatasi reggente della Nona Casa. Le due si odiano al midollo eppure hanno bisogno una dell’altra. Perché quando l’Imperatore convoca nella Casa di Canaan gli otto negromanti e i loro cavalieri, la Nona non dovrà mostrare debolezze.

Tamsyn Muir, l’autrice, me la immagino al college, in classe, seduta nell’ultimo banco. Mentre i compagni di classe chiacchierano delle solite cose, sport e musica, lei è intenta a disegnare scheletri sul diario ridacchiando su battute lugubri che capisce solo lei. Poi, oh, magari è una ragazza come le altre.

Tornando in argomento, ho individuato quello che per ora è stato il romanzo più divertente letto nel 2020. Un originale mix di generi riuscito alla grande. Abbastanza astronavi e pianeti per considerarlo fantascienza. Abbastanza incantesimi e duelli di spada per considerarlo un fantasy. Abbastanza sangue e morti pessime per considerarlo un horror. Abbastanza personaggi giovani e bellocci per considerarlo uno young adult. E una spruzzata abbondante di umorismo per stemperare il tutto.

“Griddle, at the first sign of trouble—”
“Run like hell,” said Gideon.
“I was going to say, Hit it with your sword,” said Harrow.”

L’ho letto in lingua originale, trovando l’ebook in offerta, visto che la traduzione italiana uscirà solo il prossimo 27 ottobre. È per questo che userò alcuni termini direttamente in inglese, non sapendo come caspita verranno tradotti. E, te lo dico, sarà che sono più stanco del solito, ma è stato difficoltoso: oltre 400 pagine di un inglese a cui non ero abituato lo hanno reso uno di quei libri che non vanno via lisci. Ho usato il dizionario una marea di volte, e ci ho messo un po’ a capire cosa fosse “stultifyingly hot” (il Kindle non era in grado di tradurlo). Epperò mi ha fatto piacere anche leggerlo così, senza il filtro della traduzione, apprezzando uno stile particolare, pungente, con cambi di ritmo, una bella musicalità e giochi di parole che magari andranno persi nella versione italiana.

Ma torniamo al romanzo.

L’ambientazione, ricca e particolareggiata, parla di un Impero Galattico che ha origine in un sistema stellare, quello di Dominicus. L’Impero è nato diecimila anni prima a partire da una Resurrezione, quella dell’Imperatore, il King Undying, il Necrolord Prime. Oltre all’Imperatore, risorgono i nove pianeti del sistema. I pianeti corrispondono ad altrettante Case che fanno da spina dorsale all’impero. Ogni Casa è specializzata in una finalità (naturalmente relativa alla morte) ed è rappresentata da un Negromante e dal suo Cavaliere.

Tutto ciò significa che la Morte ha un posto centrale nella storia. Morte in tante sfaccettature non necessariamente sinistre. Non solo scheletri e ossa, quindi, ma anche carne, spirito e memoria. Morte nei momenti che la circondano, dall’istante immediatamente precedente, alla decadenza del corpo, alla dissoluzione finale. Tanti elementi che vengono toccati e raccolti in una sorta di scienza (gli incantesimi sono teoremi matematico / fisici) che sfrutta thanergy (energia creata dalla morte) e thalergy (energia creata dalla vita) per creare, comporre, costruire.

In questo scenario già abbastanza complesso (ma alla fine della storia sembrerà di averne appena scalfito la superficie), vengono introdotti quasi contemporaneamente almeno sedici (anzi, diciassette) personaggi principali, oltre a qualche comparsa. Un mucchio di gente e di nomi da memorizzare nei primi capitoli. Tanto che guide come questa mi sono state utili per ricordare chi fa cosa. Alla fine del libro sono comunque presenti un glossario e un’appendice con un utile file di intelligence che aiuta a comprendere molte cose.

“Surprise, my tenebrous overlord!” said Gideon. “Ghosts and you might die is my middle name.”

E poi c’è Gideon Nav, la protagonista. Forte e sfacciata, inopportuna, inadatta al ruolo di cavaliere. Badassissima. Una vera cazzona in grado di rovinare ogni momento solenne. Eppure davvero iconica (sottolineata dalla bellezza della cover che, realizzata da un artista che la storia la conosce, riesce benissimo nel darle corpo) e pronta per il grande schermo, i videogiochi, i Funko o anche solo per tanto, tanto cosplay.

Qualcuno (e figurarsi se non c’era) ha fatto storie per gli elementi LGBT presenti nel romanzo che, francamente, non mi sono sembrati niente di che. Alla protagonista piacciono le donne. Ok. Senza tanti conflitti, nemmeno da parte degli altri personaggi. A meno che non mi sia perso io qualcosa.

Ma, quindi, nemmeno un difetto? No, figuriamoci. Gideon the Ninth non è un capolavoro. Soffre la presenza di un alto numero di personaggi e, a dispetto dell’ambientazione potenzialmente molto ricca, vede svolgere la trama su soli due pianeti. La Casa di Canaan, tra l’altro, per quanto immensa e potenzialmente varia mi è sembrata abbastanza ripetitiva e povera di location.

E poi, insomma, avrei approfondito quella cosa di ‘Double Bones with Doctor Skelebone

Va bòn, non ti tedio più. Se non l’hai capito per me si tratta di tempo speso bene e di un romanzo piacevole, originale e divertente. Non ne leggo poi così tanti.

“You—do you talk?” said Isaac.
“You’ll wish she didn’t,” said Camilla.”

indirect — exmakina: The necromancers and cavaliers from...
Negromanti&Cavalieri

6 risposte a "Gideon the Ninth – Tamsyn Muir"

Add yours

    1. Uh, grazie. Ho dovuto fare un gran uso del dizionario, è pieno di parole ed espressioni non dico astruse ma sicuramente poco usate dal sottoscritto.
      Se cerchi qualcosa di diverso, Gideon può essere un buon candidato. Poi naturalmente dipende dai gusti.

      "Mi piace"

  1. L’ambientazione mi fa pensare vagamente a Warhammer 40000 e un po’ a Zelazny (con Creature della luce e delle tenebre, per quel che ricordo) ma è solo una vaga reminescenza.

    Detto ciò, sembra un contesto interessante, adattabile anche a giochi di ruolo e videogiochi. Peccato per i tanti personaggi: in questi casi, mi confondo e finisco per non ricordare mai chi è chi XD

    Piace a 1 persona

    1. Io ho cominciato a capire decentemente quali personaggi erano chi solamente a metà romanzo…

      Non ho presente quell’ambientazione di Zelazny, ma forse con Warhammer 40K c’è poco in comune. La guerra è molto sullo sfondo, se ne parla e basta, e ci sono scheletri – tanti scheletri – e costrutti usati come automi per il lavoro sporco…

      Piace a 1 persona

      1. Per Warhammer, pensavo più che altro al fantasy space opera. Quella storia dell’imperatore risorto mi ha fatto pensare a qualcosa di religioso, non so perché, e questo mi ha fatto scattare l’associazione con il poco che ricordo di Warhammer.

        La storia di Zelazny era strana come tutte le (poche) storie di Zelazny che ho letto.
        Ricordo che esistevano due “luoghi”, la casa della vita e quella della morte, è che alcuni individui riuscivano a trarre forza da entrambe per essere immortali, almeno dal punto di vista dello scorrere del tempo.
        L’ambientazione era un po’ fantascientifica e un po’ fantasy. Dovrei rileggerlo, da adolescente non ci ho capito tanto, magari oggi…

        Piace a 1 persona

Esprimiti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: