The Space Between Us

Nathaniel Shepard, ennesimo miliardario che vuole conquistare lo spazio, sta presentando la prossima missione della sua compagnia: un viaggio per colonizzare Marte. La comandante della missione, Sarah Elliot, scopre di essere incinta durante il viaggio, e al termine della gravidanza partorisce il piccolo Gardner che diventa quindi il primo umano nato sul pianeta rosso. Cresciuto in segreto in mezzo a scienziati e astronauti, adattato nel fisico alla gravità extraterrestre, una volta raggiunta l’adolescenza Gardner decide di voler ritrovare suo padre. Non sarà così facile.

INT. SALOTTO – NOTTE

Scorro i titoli nella home di Netflix.

Mostro, mostro, mostro, demone, alieno, mostro, zombi, zombi, serial killer, alieno zombi.

Il servizio di streaming purtroppo ha deciso da tempo che io debba vedere solo roba lugubre, ammazzamenti e cose che mettono ansia. Cose che nella serata giusta non mi dispiacciono per niente, eh, ma non sempre. A volte ho solo voglia di una commedia fresca, due risate, o roba giovane. Allora inizio come un pazzo a cercare (ci sono serate in cui passo il tempo solo a cercare) e, così, incappo in questo titolo tradotto con poca efficacia come Lo Spazio che ci Unisce. L’avevo già intravisto, ma l’ho sempre schivato ritenendolo poco interessante. Ma stasera, forse, è la serata giusta.

Si tratta di una storia per giovani, con elementi romantici, infilata in un contesto fantascientifico. Ci si possono trovare elementi visti in tanti altri film e storie in cui l’alieno arriva sulla Terra e s’innamora della ragazza. Io ci ho trovato anche qualcosa di Straniero in Terra Straniera, ma senza i super-poteri di Valentine Michael Smith.

Il contesto fantascientifico si presenta decentemente. Sono presenti alcune tecnologie che fanno pensare a un futuro dietro l’angolo in cui i laptop hanno lo schermo trasparente ma gli smartphone, le automobili, i supermercati e le chiavette USB sono rimasti praticamente invariati. Ok. La cosa non mi infastidisce troppo: la tecnologia non procede con la stessa velocità in tutti i campi. Ho trovato però un po’ impegnativa la videochat tra Marte e Terra, sai. Ma chi lo sa, magari tra dieci anni riusciremo ad avere banda e comunicazione in tempo reale a una distanza di 200 milioni di chilometri.

Comunque non sono fanatico, non sono un purista, non sparo su un film per qualche dettaglio meno credibile. E, lo confesso, mi piacciono le astronavi che fanno pew pew e boom nello spazio.

Quello che più mi ha dato da fare è invece l’aspetto umano, il comportamento dei personaggi, le loro motivazioni. L’ho trovato poco credibile. Non che voglia uno spiegone continuo, ma da cosa nasce questo legame strettissimo tra Tulsa e Gardner? Boh, salta fuori all’improvviso. Perché chattano, sai. E perché, visto che chatta fortissimo, Gardner sembra così estraneo a qualunque altro aspetto della Terra? Se fa le videochat, non può andare su Internet? Su Youtube? Sui social? E perché cresce con i film di Wim Wenders? E perché Nathaniel si comporta da isterico? Solo perché è un miliardario? Boh. E come mai tutta la preparazione di Gardner per tornare sulla Terra si risolve in pochi secondi? Uffa.

C’è, in generale, una leggerezza nell’evoluzione dei comportamenti e dei rapporti tra i personaggi che mi ha lasciato perplesso e che mi fa pensare a una sceneggiatura troppo superficiale. In parte alcune stranezze si spiegano con una rivelazione finale ‘a sorpresa’ che purtroppo, dopo aver sopportato una discreta serie di wtf, non risulta soddisfacente ma alimenta solo il fastidio di fondo.

Al termine della storia mi rendo conto di aver fatto fatica ad empatizzare con i personaggi e di fregarmene, tutto sommato, di come va a finire. Peccato.

Peccato perché il cast (Asa Butterfield, Gary Oldman, Carla Cugino, Britt Robertson) è valido ma i nomi in gioco promettevano tanto di più.

Insomma. Boh. Però ho passato la serata senza ammazzamenti, mostri, zombi e cose cupissime. Mi può bastare.

5 risposte a "The Space Between Us"

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  1. Non mi è mai passato davanti, e forse perché non è il mio genere (non mi passano nemmeno i suggerimenti zombi, eh! XD)
    Mi dispiace sempre quando i personaggi di un’opera (non sarà originalissima, ma dalle premesse che hai scritto poteva essere delicata, particolare) non vengono sviluppati adeguatamente o con la giusta logica richiesta…

    Moz-

    Piace a 1 persona

    1. Sì, è un peccato perché l’idea di base poteva essere anche interessante e gli attori erano all’altezza di qualcosa di più impegnativo. Comunque ogni volta che voglio vedere qualcosa di diverso dal solito, su Netflix è un dramma. L’algoritmo non lo accetta.

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