Il discorso

In alcuni film, in alcune storie esiste un momento ben preciso, prima di un grande conflitto. Il momento in cui il leader, di fronte alla sua squadra, fa il Discorso. Maiuscolo. Un discorso solenne, di grande ispirazione, con tanti punti esclamativi, che motiverà non solo gli eroi (che quelli sono già sempre motivati), ma tutti alla vittoria.

E questo è il momento in cui comincio a raccogliere, e proporti senza vergogna, alcuni dei discorsi più famosi.

A tre settimane da oggi io mieterò il mio raccolto. Immaginate dove vorrete essere, perché così sarà. Serrate i ranghi, seguitemi.
Se vi ritroverete soli a cavalcare su verdi praterie con il sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché vi troverete nei campi Elisi e sarete già morti!

Massimo Decimo Meridio

Il Gladiatore è infarcito di discorsi fichi ed esaltanti, ma questo è il mio preferito. Se morite, non state a preoccuparvi troppo. Ok, bene. Andiamo a farci ammazzare.

In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi, e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e coi denti, per un centimetro. Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Tony d’Amato

In Any Given Sunday, Al Pacino ci spara uno di quei discorsi che non può non farti vincere la partita. O raccogliere un sacco di centimetri.

Figli di Gondor! Di Rohan! Fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza. Ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo. Ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, v’invito a resistere! Uomini dell’Ovest!

Aragorn

Ne Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re, un Aragorn ormai completamente calato nel ruolo del sovrano belligerante deve motivare i pochi guerrieri rimasti a fare il mazzo a tutto l’esercito di Mordor. Così, davanti a casa di Sauron. Serve un discorso bello motivante.

Oggi combattiamo per la sopravvivenza della razza umana, oggi è il giorno in cui l’umanità ha detto a un solo grido noi non ce ne andremo in silenzio nella notte. Oggi festeggiamo il nostro giorno dell’indipendenza!

Thomas J. Whitmore

Lo so, lo so. È un’americanata pazzesca ma il discorso del presidente Thomas J. Whitmore prima dell’attacco finale in Independence Day è uno dei miei preferiti. Come si dice? Guilty pleasure? “Non ce ne andremo in silenzio nella notte” ogni tanto lo esclamo, così, per motivarmi. Che poi se ci pensi bene non significa “vinceremo”, ma “almeno faremo casino prima di morire”.

– Che fine ha fatto Sporty Spice?
Non lo so.
E Posh Spice? Sai che fine ha fatto lei?
Non capisco.
Fa vestiti per ragazze anoressiche, ok? Non è proprio un settore in crescita. E Baby Spice? Sapete che fine ha fatto? Niente. Non arriva neanche alla pagina del gossip del Daily Mail. E Scary Spice è nella merda fino al collo, tra denunce e video hard. Ginger Spice invece ha pubblicato tre album: Passion, Schizophonic e Scream If You Want To Go Faster. Da far sanguinare le orecchie. Il punto è che, quando sono separate, valgono meno di zero. Ma se le metti insieme sono le Spice Girls, cazzo.
Perché sai tante cose sulle Spice Girls?

Billy Butcher

Sì, quando in The Boys il leader Billy Butcher ha bisogno di tenere unita la squadra, tira fuori le Spice Girls che insieme sono le Spice Girls, cazzo, ma prese singolarmente non valgono nulla. Come dargli torto? E ora tutti insieme a sistemare qualche supereroe.

– Colleghi! Oggi combatteremo per il nostro pianeta. Per la prima volta nella storia di Kuttv ci troviamo noi, di persona, in campo aperto, direttamente di fronte al nostro nemico. E non…
Una mano si solleva dalle retrovie. Klovotokk, seccato, gli fa cenno di proseguire.
– Salve, collega Klovotokk. Sono Frethebekt, dalla logistica.
– Salve, Frethebekt. Volevi aggiungere qualcosa?
– Questa cosa del ‘campo aperto di fronte al nemico’, ehm, non mi era molto chiara.

Klovotokk

Un piccolo intruso che grida “Autopromozione!”, ma vabbé. In Universo Incompleto il kuttviano Klovotokk deve motivare i colleghi ad ingaggiare battaglia contro degli enormi rettili invincibili. Ci riuscirà?

Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po’. Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso. Siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un’altra occasione, di tornare qui sul campo, ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà!

William Wallace

Nel film Braveheart il ribelle William Wallace deve affrontare un’impresa impossibile: convincere un’orda di scozzesi a fare qualcosa che non vogliono fare. La butta anche un po’ sul ridere, ma sappiamo che andrà a finire malissimo. Peccato, perché il discorso non era male.

Ascoltate! Ascoltatemi! Oggi, ai limiti della speranza, alla fine del nostro tempo, abbiamo scelto non solo di credere in noi stessi, ma l’uno nell’altro! Oggi non esisterà uomo o donna qui che verranno lasciati soli! Non oggi. Oggi affronteremo i mostri che sono alle nostre porte e non proveremo nessuna paura! Tutti noi ora cancelleremo l’apocalisse!

Marshal Pentecost

Pregio principale di Pacific Rim è di essere un film bello ma scemo. Così come scemo (e molto ispirato a quello di Indepencence Day) è il discorso motivazionale di Pentecost prima della battaglia finale per chiudere il rim. Insomma, cosa significa “non esisterà uomo o donna qui che verranno lasciati soli” quando stai andando a piazzare un ordigno in fondo all’oceano? Boh.

Chi è mai che desidera questo? Mio cugino Westmoreland? No, mio caro cugino. Se è destino che si muoia, siamo già in numero più che sufficiente; e se viviamo, meno siamo e più grande sarà la nostra parte di gloria.
In nome di Dio, ti prego, non desiderare un solo uomo di più. Anzi, fai pure proclamare a tutto l’esercito che chi non si sente l’animo di battersi oggi, se ne vada a casa: gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio.
Non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte.
Oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiano; colui che sopravvivrà quest’oggi e tornerà a casa, si leverà sulle punte sentendo nominare questo giorno, e si farà più alto, al nome di Crispiano.
Chi vivrà questa giornata e arriverà alla vecchiaia, ogni anno alla vigilia festeggerà dicendo: “Domani è San Crispino”; poi farà vedere a tutti le sue cicatrici, e dirà: “Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”. Da vecchi si dimentica, e come gli altri, egli dimenticherà tutto il resto, ma ricorderà con grande fierezza le gesta di quel giorno. Allora i nostri nomi, a lui familiari come parole domestiche – Enrico il re, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester – saranno nei suoi brindisi rammentati e rivivranno questa storia. Ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi, fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati; noi pochi.
Noi felici, pochi.
Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!».

Enrico V

Prima della battaglia di Agincourt le forze in campo sono decisamente a favore dei francesi, e cosa ti fa l’Enrico V di Shakespeare? Un discorso tanto motivante, ispirato proprio dal numero risicato di guerrieri inglesi. Siamo pochi? Meglio. Chi oggi non è su questo campo di battaglia ci invidierà in eterno.

7 risposte a "Il discorso"

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