La prima di The Boys

Povero Hughie. Ragazzo intelligente ma senza ambizioni, conduce una vita banale lavorando come commesso. Quando la fidanzata Robin gli viene letteralmente polverizzata tra le mani durante il passaggio di A-Train, l’uomo più veloce del mondo, la sua vita banale gli crolla addosso. Sarà Billy Butcher, rude e spericolato ex agente della CIA, a promettere a Hughie una improbabile vendetta che sa di riscatto. Ma la Vought, la multinazionale che gestisce immagine e merchandising dei supereroi americani, è un’organizzazione molto (troppo) potente. E i supereroi non sono i grandi difensori della giustizia che ti aspetteresti.

Lo ammetto. The Boys mi era stata consigliata da tempo ma l’avevo riposta in una ‘coda’ da svuotare a tempo debito. Il fatto è che mi era stata proposta come una trashata, e tale l’avevo etichettata. Proponendomi di dare un’occhiata solo nel momento in cui non ci sarebbe stato altro da guardare.

Sbagliando.

Sì, perché quando alla fine ho iniziato a seguire questa serie, mi ha catturato talmente tanto che sono andato molto vicino a quello che per me è il binge watching. Addirittura più di due episodi di seguito (!). Sì, lo so. Tanta roba.

E, ok, in The Boys i momenti trash ci sono. Ma c’è anche una trama avvincente e un punto di vista che sembra portare Watchmen ai nostri tempi, con marketing e social media (e un pizzico di Brightburn) a fare da supporto a super che tanto eroi proprio non sono.

Le mazzate, i crudeli colpi di scena e la satira degli aspetti più bassi ed ipocriti della cultura americana aiutano a incorniciare con efficacia la sensazione che provano i protagonisti, il terrore che può provare una persona normale, una redshirt, quando si mette contro qualcuno che ha super poteri e può usarli senza freni.

Tutto ciò portato avanti da un cast splendido che va dagli amati Karl Urban e Elizabeth Shue a sorprese come Antony Starr (il suo psicotico e potentissimo Patriota mette decisamente i brividi), che interpreta un gruppo di personaggi che nel corso degli episodi assume sempre più spessore. Proprio sui personaggi la serie se la gioca molto bene: i supereroi in particolare non sono solo riferimenti più o meno espliciti ai personaggi DC e Marvel, ma si ritagliano spazio e comportamenti che non si limitano al buono o cattivo e spaziano per una vasta e intrigata zona grigia che riesce a tirare fuori delle sotto-trame di grande effetto.

Insomma The Boys è una serie da seguire sicuramente (ma non con i ragazzini).

E adesso mi accingo a cominciare l’attesissima seconda stagione. E, Amazon, a me va bene anche se esce un episodio a settimana. Tanto lo sai che la mia capacità da binge watcher è limitata.

9 risposte a "La prima di The Boys"

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  1. Condivido pienamente il giudizio su questa serie TV, che mi ha appassionato per il fatto di rendere labile il confine tra il bene e il male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Quando abbiamo a che fare con personaggi come Spiderman, Superman o Batman, sappiamo sempre che le loro azioni sono motivate da nobili sentimenti ed eroismo, ma non è così per questi eroi moderni, che anche quando sembrano far del bene, in realtà pensano solo a soddisfare il loro ego.
    Gli stessi protagonisti “buoni” si abbassano a commettere azioni turpi e riprovevoli per soddisfare un proprio senso di giustizia. In fondo, molti desiderano farsi giustizia da sè e farla franca…

    Piace a 1 persona

  2. Divertentissima. La prima serie l’ho ingoiata come una belva famelica. E’ fatta proprio bene ed è figlia dei nostri tempi. Non crediamo più agli eroi, ma neanche agli anti-eroi. C’è chi crede agli eroi del marketing e chi cerca in maniera disperata, sgangherata e spesso illecita di combatterli, in un gioco in cui perdono tutti. Satira sociale, satira politica, polemica anti-religiosa, amarezza… c’è tutto il campionario della disillusione contemporanea, ma confezionato con mestiere e complessivamente molto divertente.
    E sì, Homelander mette i brividi, sia come personaggio che per quanto è bravo l’attore che lo interpreta, ma il mio preferito è lo sboccato, catastrofico, egocentrico e difettosissimo Billy Butcher.

    Piace a 2 people

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