Le copertine generiche dei romanzi di fantascienza

A me le copertine dei romanzi di fantascienza piacciono un sacco. A volte, giuro, scelgo il libro proprio perché la copertina mi ispira.

Ma soprattutto mi ispirano le copertine dei vecchi volumi di fantascienza con i bug-eyed monsters o, quelle di questa bellissima raccolta di copertine della Penguin oppure, non dimentichiamole, tutte le opere di Karel Thole per Urania.

Però ci sono anche copertine che schivo subito, quelle che purtroppo rischiano di farmi ignorare una storia ben scritta e potenzialmente interessante.

Attenzione. Non sono, come potresti supporre, le copertine brutte.

Quelle brutte potrebbero anche essere interessanti, a modo loro. Le copertine che schivo invece sono quelle generiche. Quelle vaghe. Quelle che sembrano disegnate in anticipo, in massa, da un artista che probabilmente non ha nemmeno letto il romanzo. Quelle pescate dal mucchio al momento della pubblicazione.

Di solito, per esperienza, ho notato che le copertine generiche della fantascienza si dividono tra queste categorie.

spaceship

L’astronave

Categoria sfruttatissima nel settore. Una nave spaziale nello spazio ed è subito fantascienza. Non serve che l’astronave sia citata nel romanzo, non serve nemmeno che nel romanzo ci siano astronavi.

Astronave e pianeta. Astronave e nebulosa. Si accettano, forse, anche le varianti più pigre con la nebulosa, o il pianeta, senza astronave.

astronaut

L’astronauta

A seguire l’astronave, poteva forse mancare l’astronauta? Categoria anche questa sfruttatissima ed estremamente generica. Un astronauta nello spazio e, si suppone, abbiamo già coperto metà delle storie di fantascienza. Ehm, occhei.

C’è da dire che spesso questa categoria si presta a qualche variante. Con un briciolo di fantasia l’astronauta può essere piazzato in contesti più bizzarri dello spazio introducendo qualche elemento di interesse. Possiamo infatti vedere astronauti su pianeti alieni, astronauti in strada (!), astronauti su sfondi geometrici. Al 90% non azzeccherà quasi niente con il libro, ma almeno l’occhio del potenziale lettore rischiamo di attirarlo.

robot-girl

Le Tette Robotiche

Purtroppo quando si esce dalla space opera le astronavi e gli astronauti (per quanto generici) non funzionano più. E siccome le ricerche di mercato hanno stabilito che il lettore di fantascienza è un maschio con una vita sociale risibile, cosa può esserci di meglio di una copertina con una femmina robot nuda?

Già. Per quanto sia ridicola l’idea, questa categoria è sfruttata da un discreto numero di storie cyberpunk o con soggetti quali la robotica e le intelligenze artificiali. Oppure, niente, storie vagamente futuristiche.

Da segnalare che negli anni ’90, quando andavano di moda i software di rendering, questa categoria di copertine è diventata un ricettacolo di brutti e generici manichini cromati. Brrr. Meno male che ne siamo usciti.

symbol

Il simbolo

Quando tutte le altre idee falliscono e la nostra copertina generica proprio non vuole saperne di adattarsi al libro, allora l’ultima spiaggia rimane il simbolo.

Sì. Ripeto, non deve nemmeno richiamare qualcosa presente nel romanzo, basta che sia abbastanza generico e futuribile. Tondi, triangoli, quadrati. Tutte le forme geometriche possono essere saccheggiate dagli artisti per realizzare la copertina più generica che ci sia.

Dopo, credo, esiste solo lo sfondo colorato.

Ho azzeccato tutte le categorie? Ce ne sono altre? E ti viene in mente qualche bel romanzo che si nasconde dietro una copertina generica? Fammi sapere…

 

 

 

 

20 risposte a "Le copertine generiche dei romanzi di fantascienza"

Add yours

  1. Le copertine generiche, a me che sono un Bastian Contrario, piacciono proprio perché non rivelano niente del libro che sto per leggere. È perverso, ma è così. C’è un piacere sottile, cospiratore e carbonaro, nel comprare un romanzo ignorando la copertina e scoprire magari una perla.
    All’opposto dello spettro c’è la mia nemesi, l’odiosa copertina acchiappagonzi con un’immagine tratta dal film (girato l’altro ieri anche se il romanzo è degli anni 60).

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  2. Anche nel fantasy capitava spesso: barbari di Vallejo a prescindere dal tema, l’immancabile drago o roba che sembra uscita da una fiera medievale di un college statunitense di un telefilm ^^

    Comunque, com gli anni ho smesso di badare alle copertine, per quanto sono intercambiabili (quand’anche ben fatte).
    Ma a volte, le noto… e spesso non è un bene ^^

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    1. Forse mi sono espresso male nel post, ma per ‘generico’ non intendo necessariamente ‘fatto male’ ma solo poco attinente al libro che introduce. E, comunque, anche il fantasy ha in effetti la sua bella serie di soggetti assolutamente vaghi, dai barbari alla Frazetta ai draghi… dragosi.

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    1. Scherzi? HA IN MANO UN CUPCAKE!

      E poi, davvero, credi che io non vada a leggere un libro con un’astronave in copertina? Se fosse così non mi sarei letto James Corey oppure la serie dell’impero di Scalzi…

      Vai tranquillo e in copertina continua a mettere quello che preferisci 🙂

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  3. In effetti, di solito, l’illustratore di turno deve trarre uno bozzetto di massima dopo aver letto qualcosa di un po’ più esteso di una sinossi. In ogni caso, la “genericità” dei temi attribuita alla fantascienza è cosa nota.
    Se avessi dovuto aspettare una copertina decente da parte di Fanucci o delle edizioni Urania di inizi anni 2000 (QUESTE, intendo), non avrei letto un sacco di roba interessante.
    Comunque quelle con astronavi o orizzonti desertici e pianeti, sono quelle che mi fanno storcere il naso ancora oggi.

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    1. Eppure per fortuna ce ne sono tante che azzeccano benissimo il soggetto.

      Con quelle copertine Urania mi hai fatto tornare in mente quella de Il Lungo Ritorno di Frederik Pohl (Urania 1289) sulla quale fa bella mostra uno strano squalo-astronave-robot del tutto assente (per fortuna) nel romanzo…

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  4. In effetti, di solito, l’illustratore di turno deve trarre uno bozzetto di massima dopo aver letto qualcosa di un po’ più esteso di una sinossi. In ogni caso, la “genericità” dei temi attribuita alla fantascienza è cosa nota.
    Se avessi dovuto aspettare una copertina decente da parte di Fanucci o delle edizioni Urania di inizi anni 2000 (QUESTE, intendo), non avrei letto un sacco di roba interessante.
    Comunque quelle con astronavi o orizzonti desertici e pianeti, sono quelle che mi fanno storcere il naso ancora oggi.

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  5. Non sono un grandissimo lettore di fantascienza, ma dubito che avrei mai letto Dune se mi fossi basato sulla copertina dell’edizione che ho… 😛

    Di contro spezzo una lancia a favore dei disegnatori (non faccio parte della categoria, quindi non credo di essere di parte): dubito fortemente che la maggior parte riesca a leggere il libro prima di fare la copertina, ma si affida o all’editore, o allo scrittore stesso (come nel mio caso).
    Per dirne una, poiché la mia idea autorealizzata faceva schifo (io ci ho provato… ma ho fallito), ho tardato a commissionare la copertina: il disegnatore, dopo vari contatti telefonici (varie ore) e qualche bozza, mi ha proposto la bozza definitiva… ed è un simbolo, molto significativo e inerente al contentuto.

    Per il prossimo romanzo, sto aspettando a giorni la prima bozza, ma ti posso assicurare che lui non ha ancora letto il libro, in quanto sono a circa metà della stesura, però ci siamo confrontati e mossi con anticipo!

    Però la copertina è un fattore importante, su questo non ci son dubbi… ma per fortuna a volte si va oltre e si legge almeno la quarta di copertina o il prologo 😀

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    1. Oh, faccio un’osservazione generale per sorriderci su, mica per criticare libri e soprattutto artisti… tanto che poi di copertine azzeccate e soprattutto a tema ce ne sono tantissime. Io di solito alla fine ai romanzi con-le-copertine-vaghe ci arrivo, se valgono, per segnalazioni o recensioni. Oppure perché magari mi piace l’autore. Sai quanti bei romanzi ho letto, con l’astronave in copertina…

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      1. Avevo capito, dall’incipit del tuo articolo, che fosse un fattore preponderante nella scelta: sorry per il misunderstanding.

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