Her

Ci sono vantaggi, a volte, a non informarsi troppo prima di vedere un film. Her, ad esempio, è stato una piacevole sorpresa. Sorpresa perché, data la trama, mi aspettavo tutt’altro. E forse non lo avrei nemmeno visto.

Se ti dico ‘sfigato che si innamora del proprio sistema operativo’, ci metti un attimo a richiamare la solita (pallosa) trama con morale finale sulla tecnologia che disumanizza, perché bisogna tornare alla vita rurale, riscoprire i sentimenti ecc ecc.

Per fortuna, non è quel genere di film.

In questo film la tecnologia c’è. Ce ne è tanta e ha un suo ruolo indispensabile. Ma il suo ruolo non prevede una morale. Non ci sono nemmeno spiegoni inutili su cosa accade al sistema operativo di Theodore. La cosa accade e basta. E l’argomento principale non è la tecnologia quanto i sentimenti e i rapporti tra gli individui. Samantha compresa.

Sì. Samantha. Il sistema operativo di Theodore. Uno dei buoni motivi per vedere questo film. E, aggiungo, uno dei buonissimi motivi per ascoltarsi il film in lingua originale è proprio l’incantevole interpretazione vocale di Scarlett Johansonn nel ruolo del sistema operativo. Ti dicono che se guardi i film in originale te la stai tirando? Fregatene e fallo lo stesso. Con soddisfazione.

Poi, c’è Amy Adams in versione nerd, un po’ sfigata, un po’ trasandata, senza talento, intrappolata in un mondo parallelo a quello del protagonista. Adorabile, come sempre.

Poi c’è Theodore. E c’è un sacco. E ci sono minuti interi con il faccione di Joaquin Phoenix che non dice nulla e devi immaginare cosa sta pensando. Roba che se mi avessero detto in anticipo ‘devi sorbirti minuti di primi piani di Joaquin Phoenix che non dice nulla’ io sarei scappato a gambe levate e questo film non lo avrei mai visto. E quindi meno male che nessuno me l’ha detto. Perché anche la parte di Phoenix è bella.

Poi, niente, c’è la mano di Spike Jonze che si è meritato l’Oscar per la sceneggiatura e che, per delicatezza e sensibilità, ti ricorda quello che ha fatto con il bellissimo Nel paese delle creature selvagge.

Insomma, tra un’invasione aliena, un’apocalisse zombie e un combattimento al rallentatore una pausa si può anche prendere. E questo è il film giusto.

(in lingua originale, però, mi raccomando)

her

2 risposte a "Her"

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